Attentato al vigile urbano, in manette i due nipoti

Mogoro, svolta nelle indagini sull’intimidazione del 18 luglio a Giuseppe Scano Il gip di Oristano ha disposto l’arresto dei fratelli Manuel e Alessandro Piras

MOGORO. Clamorosa svolta nelle indagini relative all'attentato messo a segno lo scorso 18 luglio ai danni del vigile urbano di Mogoro Giuseppe Scano. Secondo i carabinieri a sparare cinque fucilate contro la sua abitazione sarebbero stati i nipoti: Manuel Piras, 23 anni, e il fratello Alessandro, 22 anni. Il Gip del tribunale di Oristano lunedì pomeriggio ha emesso due provvedimenti cautelari nei confronti dei ragazzi. Manuel Piras è finito così nel carcere di Massama, mentre al fratello sono stati concessi gli arresti domiciliari.

Dietro la delicata vicenda ci sarebbe una vecchia storia legata ad un processo nel quale era stato coinvolto il padre degli arrestati, attualmente rinchiuso in carcere. Più volte, secondo le risultanze delle indagini dei carabinieri gli arrestati avevano manifestato il loro astio nei confronti degli zii, Giuseppe Scano e la moglie, ritenuti responsabili dell’arresto del padre. L'uomo sta scontando, dal novembre 2013, una condanna a 3 anni e 4 mesi di carcere per estorsione e minaccia aggravata commessi nel 2010 nei confronti dell’anziana madre. I due fratelli infatti, in più occasioni, avevano minacciato gli zii perché, secondo loro, il padre si trovava in carcere proprio a causa delle dichiarazioni rese da questi nel corso del processo che aveva portato alla sua condanna. Le indagini dei carabinieri di Mogoro, coordinati dal comandante della compagnia capitano Piero Orlando e dal maresciallo Stefano Mancosu, comandante del nucleo operativo, era partita in seguito all'attentato messo a segno la notte del 18 luglio scorso contro l'abitazione di Giuseppe Scano.

Cinque fucilate avevano colpito la porta, la facciata e una finestra dell'abitazione, nella quale dormivano il vigile urbano, la moglie e la nipotina di soli 4 anni. Nessuno era stato raggiunto dai proiettili, uno dei quali però di rimbalzo era finito nel letto. «Al termine dei rilievi effettuati dai militari del nucleo operativo – come ha spiegato il capitano Orlando nel corso di una conferenza stampa – le indagini ci avevano indirizzato proprio sui due fratelli, i nipoti dei proprietari dell’abitazione colpita. In più occasioni avevano manifestato il loro astio nei confronti degli zii, ritenendoli responsabili dell’arresto del padre, attualmente rinchiuso nel carcere di Massama».

Le indagini condotte, anche con intercettazioni ambientali hanno consentito ai carabinieri di ricostruire l’intera dinamica dell'attentato e raccogliere quindi gravi indizi di colpevolezza a carico dei due fratelli che dovranno rispondere del reato

di minaccia aggravata, detenzione e porto illegale di arma. Manuel Piras è finito in carcere perché ritenuto l'organizzatore dell'attentato, mentre il fratello, pur avendo partecipato, avrebbe ricoperto un ruolo marginale nell’organizzazione e ha mostrato una pericolosità di minor rilievo.

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