il caso

Condotte rinuncia al golf ma non scappa da Bosa

Dopo l’incontro tra il gruppo immobiliare e l’amministrazione comunale: c’è la rinuncia ai campi, si prosegue invece con progetti turistici più sostenibili

BOSA. Condotte rinuncia al progetto sul golf a Tentizzos, ma non fugge da Bosa. Questa è la novità figlia dell’incontro tra il sindaco Luigi Mastino, l’assessore Salvatore Fois, il consigliere Salvatore Angotzi ed i vertici del colosso dei progetti immobiliari rappresentato dall’amministratore delegato Giuseppe Vadalà e dall’ingegner Coccaro. Concluso l’incontro, il primo cittadino è soddisfatto della nuova linea, considerato che l’amministrazione si era espressa con un «no» deciso alla posa del green sulla costa del Grifone. Così commenta: «È un risultato molto importante, perché Condotte assicura nuovi progetti di qualità da realizzare gradualmente nei prossimi anni e punta ancora sulla nostra città».

La riunione si è tenuta ieri mattina in città, dove Condotte ha a disposizione vaste fette di territorio e soprattutto un numero considerevole di metri cubi da destinare a possibili investimenti turistico ricettivi. «L’amministratore delegato Giuseppe Vadalà ha precisato che Condotte ha intenzione di proseguire il suo lavoro a Bosa con un piano che esclude il golf, ma prevede interventi di qualità, non di grandi dimensioni e sostenibili. Saranno presentati in un prossimo incontro al quale parteciperanno anche gli amministratori della società», spiega il sindaco.

Insomma niente golf a Tentizzos, ma attenzione sempre puntata alle potenzialità bosane. «Ci fa piacere che la linea che abbiamo esposto nella riunione di qualche mese fa sia stata recepita. Ora si tratta di valutare le proposte future», la riflessione quindi di Luigi Mastino. La vicenda legata all’ipotizzata realizzazione del golf a Tentizzos era nata dopo la richiesta avanzate a Condotte della precedente amministrazione di rimodulare le migliaia di metri cubi previsti soprattutto nella zona di Campu ’e Mare, alla periferia di Bosa Marina e sulla piana da riqualificare dell’ex cava di Sa Sea. Lo si doveva fare attraverso la creazione di un sistema che aveva per fulcro il green da diciotto buche, polo attrattivo di possibili investitori. Questa era l’idea di Condotte contenuta nella bozza di intenti presentata nel corso di una riunione pubblica, da subito però fortemente osteggiata dai comitati contrari al golf e dalle associazioni ambientaliste, oltre che ritenuta inattuabile per ragioni di tutela ambientale e vincoli presenti lungo la costa.

Questa ipotesi

da ieri diventa passato remoto, mentre si riparte col dialogo e la speranza di ulteriori possibilità progettuali e di sviluppo per Bosa e per l’intera Planargia, dove molti paesi guardano sempre più al turismo come possibile volano economico e utile antidoto a emigrazione e spopolamento.

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