oristano

Il Gabbiano compie trenta felici anni al servizio dei disabili

La struttura di via Cavour fu fondata da due frati nel 1984 Ora è un punto di riferimento per tante famiglie

ORISTANO. Ha compiuto trent’anni. “Il Gabbiano”, realtà che si occupa di disabili, ha una struttura ormai consolidata in città. Per celebrare l’anniversario, l’8 dicembre in occasione della festa dell’Immacolata patrona della Comunità Padre Monti di cui “Il Gabbiano” è componente, organizzerà una serie di iniziative, con una messa alle 10, presieduta dall’arcivescovo Ignazio Sanna, nella chiesa di San Sebastiano e subito dopo, nel salone parrocchiale, un piccolo spettacolo e una mostra di lavori realizzati dagli ospiti della struttura.

Furono due frati, padre Terenzio e frate Antonio, provenienti da Cuglieri, che trentadue anni fa, gettarono le basi per una realtà diventata rapidamente un punto di riferimento per tantissime famiglie con figli diversamente abili. I due confratelli, in osservanza alle regole francescane, vivevano di povertà e carità. Un tavolo di plastica, due sedie e due cassette di frutta, dove a loro volta si sedevano due suore che erano con loro, rappresentavano l’unica mobilia della casa di via Cavour, oggi irriconoscibile dopo esser diventata l’attuale struttura, ben attrezzata e organizzata, del centro disabili.

Per i primi due anni i religiosi analizzarono la realtà oristanese, cercando di capire dove potesse essere necessaria la loro opera di carità. La scelta ricadde sui disabili, realizzando una comunità, organizzata come una famiglia, come indicato dal Beato Luigi Maria Monti, cui si ispira l’opera de “Il Gabbiano”. «In questi anni – spiega padre Giovanni Petrelli, direttore della comunità – si sono succeduti tanti ospiti. Oggi, sono una trentina. Noi li chiamiamo “i ragazzi”, anche se sono avanti negli anni. Con noi riescono a vivere nel vero senso della parola: lavorano nei diversi laboratori che abbiamo allestito, fanno sport, si divertono, stringono amicizie».

Il Gabbiano non chiude per le ferie estive «nel mese di agosto – spiega ancora il direttore –. Organizziamo un soggiorno al mare e non mancano le occasioni per fare delle pizzate e feste con tanto di balli caraibici. Ovviamente tutto è coordinato dal personale specializzato, gli educatori che si occupano anche di organizzare iniziative particolarmente stimolanti, come, di recente, la visita al museo di Cabras dove i ragazzi hanno potuto vedere da vicino le statue dei Giganti di mont’e Prama; oppure, in collaborazione con il Centro culturale Unla, partecipare ad una rassegna cinematografica. «Niente è impossibile per “Il Gabbiano” – spiegano – così i ragazzi, con l’ausilio di un gruppo di volontarie, da

anni sono anche protagonisti della festa più conosciuta della città, la Sartiglia, realizzando preziose rosette». E poi, si fanno teatro e lavori artigianali fra cui piccole sculture, ma anche laboratori di cucina e pasticceria. Senza trascurare l’orto, ovviamente coltivato dai trenta ospiti.

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