Limba

Matrimonio in sardo, si può anche a Bosa

Il rito civile potrà essere celebrato in dialetto, lo prevede una delibera approvata dalla giunta

BOSA.. Le formule di rito del matrimonio civile da scandire in lingua sarda. Questa la nuova possibilità per i novelli sposi nella città del Temo, alla luce di un articolo inserito nello statuto comunale e di una apposita delibera, approvata dalla giunta.

A rendere noto che il fatidico “sì” di fronte alla fascia tricolore potrà trasformarsi in un più identitario “Eia,” la vice sindaco Maura Cossu. Che premette: «La nostra amministrazione ha manifestato fin dal suo insediamento particolare attenzione alla tutela e alla valorizzazione della lingua sarda». Indirizzo che si è tradotto in un concreto articolo (il 4) inserito recentemente nel rivisto statuto comunale. È la base per la delibera approvata dall’esecutivo cittadino nella riunione del tre dicembre.

Con la decisione formale di dare la possibilità «A chiunque ne faccia espressa richiesta, di impiegare anche la lingua sarda nella lettura dei tre articoli del codice civile, nell’esplicita e pubblica dichiarazione di volontà dei nubendi e durante la lettura dell’atto di matrimonio» spiega Maura Cossu. Per la prima volta quindi l’amministrazione locale permetterà la lettura delle formule di rito del matrimonio in sardo. «Consentendo il riconoscimento della nostra lingua come elemento di grande valore simbolico ed identitario», è l’obiettivo.

Una decisione quindi volta a favorire e garantire l’uso costante della lingua sarda negli ambienti istituzionali e in ogni momento della vita, sottolinea ancora la vice sindaco di Bosa. Gli articoli e le formule

dell’atto di matrimonio verranno tradotti in sardo grazie alla collaborazione di Gianfranca Piras, de “S’Isportellu linguìsticu subra-comunale de Pianalza e Montiferru otzidentale”, operatrice a cui va il ringraziamento per l’aiuto dato del vice sindaco Maura Cossu. (alessandro farina)

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