l’indagine

I tre indagati intercettati: «Adesso ci ammanettano»

ORISTANO. I carabinieri li interrogavano e, contemporaneamente, li intercettavano. Questo succedeva in caserma ed è lì che gli inquirenti hanno captato la frase che li ha convinti di essere sulla...

ORISTANO. I carabinieri li interrogavano e, contemporaneamente, li intercettavano. Questo succedeva in caserma ed è lì che gli inquirenti hanno captato la frase che li ha convinti di essere sulla pista giusta. A un certo punto uno tra Graziano Congiu, Lorenzo Contu e Stefano Murru pronuncia le parole che diventano uno dei perni dell’ordinanza del giudice per le indagini preliminari, Silvia Palmas, che ha accordato la custodia cautelare chiesta dal pubblico ministero Paolo De Falco.

Tra un interrogatorio e l’altro, quando ancora sono solo dei semplici testimoni, dicono: «Ci ammanettano». Secondo gli indagati sarebbe una frase buttata lì in maniera disinvolta e ironica; secondo gli inquirenti è il momento della svolta di un’inchiesta che presenta ancora molti punti oscuri a partire dal movente visto che i carabinieri della compagnia di Mogoro e i loro colleghi del Nucleo investigativo provinciale smentiscono che il delitto sia maturato per soldi. Una parte di questi punti oscuri non viene svelata nelle venti pagine dell’ordinanza. La mole di atti è nettamente superiore e solo da oggi gli avvocati vi potranno avere accesso. Ma in quelle venti pagine, oltre agli inevitabili riferimenti alle testimonianze di altre persone, alle intercettazioni, ai riscontri sui tabulati telefonici e alle riprese fatte da telecamere di videosorveglianza in vari punti del percorso tra Pompu e Marrubiu, dove fu portato e poi bruciato il corpo di Tonino Murranca, c’è anche dell’altro. Vengono infatti riportate delle parole. Sono quelle che Graziano Congiu pronuncia di fronte al figlio del commerciante ambulante: «Era con me, poi è andato dal gommista».

Per la procura è il tentativo maldestro di celare il delitto, per i tre indagati finiti in carcere due mattine fa è invece una semplice frase senza secondi fini. Ad ogni modo, ieri durante l’interrogatorio di garanzia, tutti si sono avvalsi della facoltà di non rispondere. L’ha fatto Graziano Congiu, assistito dall’avvocato Angelo Battista Marras; l’ha fatto Stefano Murru, assistito dall’avvocato Cesare Sonis;

e l’ha fatto Lorenzo Contu, assistito dall’avvocato Serena Contini e che ieri ha formalizzato anche la nomina dell’avvocato Carlo Figus.

Pochi giorni e il giudice scioglierà le riserve sulle richieste si scarcerazione formulate per il momento dai legali di Graziano Congiu e Stefano Murru.

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