Abbanoa, la carica dei dissidenti

A Santu Lussurgiu mercoledì i sindaci dei 26 comuni che vogliono gestire l’acqua

SANTU LUSSURGIU. I 26 sindaci di altrettanti comuni sardi che chiedono di gestire autonomamente le proprie risorse idriche proseguono la loro battaglia contro le tariffe imposte dall’autorità nazionale e contro la richiesta di Abbanoa di far pagare un deposito cauzionale. I comuni sono quelli di Aggius, Anela, Bessude, Bottida, Bultei, Burcei, Burgos, Cheremule, Esporlatu, Fliminimagigore, Lotzorai, Modolo, Nuxis, Olzai, Perfusa, Sant’Anna Arresi, Domusnovas, Serra Manna, Seui, Siligo, Sinnai, Teulada, Villagrande Strisaili, più quelli di Bonarcado, San Vero Milis e Paulilatino.

Per discutere della gestione autonoma del servizio idrico integrato e per delineare una proposta unitaria da presentare alla Regione da inserire nelle nuove disposizioni normative che l’amministrazione regionale sta predisponendo, i sindaci, hanno promosso un incontro per mercoledì prossimo, alle 10.30, nella sala del Montegranatico.

«Ritengo, interpretando il sentimento dei miei colleghi sindaci che non hanno adeguato le tariffe imposte dall’Autorità nazionale – ha detto il primo cittadino di Santu Lussurgiu Emilio Chessa – che non si possa assolutamente rinunciare all’autonomia nella gestione dell’acqua e che sia altrettanto irrinunciabile la prerogativa di determinare le tariffe secondo le esigenze locali e secondo i principi sanciti dalle normative europee di economicità, efficienza ed efficacia del servizio»

Emilio Chessa prosegue. «Per questi motivi intendiamo sostenere le nostre ragioni e lo faremo utilizzando tutti i mezzi democratici a nostra disposizione, senza fare sconti a nessuno. Oggi la situazione economica dei nostri concittadini è talmente impoverita che non sopporterebbe un ulteriore aggravio fiscale. Con la Tasi e l’Imu sulla casa, e la prospettiva di far pagare l’Imu anche ai proprietari dei terreni in zone montane, abbiamo raggiunto un limite non più valicabile. I sindaci non intendono fare gli esattori dello Stato e non vogliono continuare a mettere le mani nelle misere tasche

dei cittadini. Per questo – conclude – chiediamo un aiuto alle forze politiche regionali perché si facciano interpreti delle esigenze delle nostre municipalità, per evitare un ulteriore impoverimento economico dalle conseguenze sociali ed umane imprevedibili».

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