ALES

Sinodo diocesano, monsignor Dettori consegna il Libro

ALES. Con la consegna del “Libro del Sinodo”, questo pomeriggio in cattedrale, il vescovo monsignor Giovanni Dettori, indica un percorso innovativo, per certi versi anche sperimentale, alla diocesi....

ALES. Con la consegna del “Libro del Sinodo”, questo pomeriggio in cattedrale, il vescovo monsignor Giovanni Dettori, indica un percorso innovativo, per certi versi anche sperimentale, alla diocesi. Il presule, che domani compirà 75 anni, vuole, infatti, una “Chiesa pronta ad ascoltare, sollecita nel chiedere e nel dare perdono, capace di custodire e attivare le sane e belle tradizioni del passato, ma anche di interpretare i segni dei tempi e di incamminarsi con coraggio verso nuovi traguardi di vita evangelica”. Un programma di lavoro messo a punto durante un cammino comunitario annunciato il 3 marzo 2013, convocato l'8 giugno 2014, realizzato in cinque sessioni operative alle quali hanno preso parte 82 “padri sinodali”: clero secolare, religiosi, suore e numerosi laici.

«Il sinodo – scrive monsignor Dettori – non si conclude definitivamente oggi, perché si apre la fase attuativa, non meno importante di quella celebrativa». Ogni proposizione degli atti sinodali è stata vista e approvata «in previsione di un rinnovamento che – aggiunge il vescovo - vorrebbe coinvolgere tutti... per nuove prospettive di evangelizzazione ».

Uno degli obiettivi degli “stati generali” della Chiesa di Ales era la formazione delle unità pastorali – aggregazioni di comunità – «non come una nuova strategia per la pastorale parrocchiale o per ovviare alla diminuzione del clero, ma – dice Dettori – per realizzare una autentica conversione interiore e impegnarsi a vivere la comunione perché tutti possano incontrare Gesù». Il vescovo non ha dubbi: «Se le unità pastorali non raggiungeranno questo livello di comunione reale e visibile tra sacerdoti, tra le associazioni, tra i membri che le compongono, ben presto si dissolveranno. Un nuovo stile di pastorale dovrebbe diffondersi in tutti gli aspetti della vita: dalla comunità che prega alla comunità che serve i poveri, dalla vita dei presbiteri alla vita quotidiana dei laici, dalle celebrazioni alle attività pastorali, dall'ambiente ecclesiale a quello sociale, del lavoro e della cultura».

Il sinodo appena concluso - il dodicesimo in mezzo millennio di storia della diocesi, l'ultimo risale al 1775 – non codifica norme e non emana decreti. Più semplicemente «intende dare orientamenti per la vita pastorale, particolarmente per la comunione e per la missione. La stessa missionarietà – aggiunge monsignor Dettori – sarà logica conseguenza della comunità che

vive l'amore fraterno». Negli atti conciliari nessuna “ricetta” contro qualsiasi tipo di malessere ecclesiale. "Scopo della diffusione del Libro del Sinodo - conclude monsignor Dettori - è attivare una volontà di rinnovamento che parte dal profondo della nostra coscienza per raggiungere altri».

TrovaRistorante

a Oristano Tutti i ristoranti »

Il mio libro

NARRATIVA, POESIA, FUMETTI, SAGGISTICA

Pubblica il tuo libro