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Il riordino scolastico non piace all’Unione dei Comuni

MILIS. «I contenuti del piano di dimensionamento scolastico, approvato dalla Giunta Regionale, sembrano essere stati redatti senza nessuna logica». A parlare è Stefano Pala, sindaco di Tramatza e...

MILIS. «I contenuti del piano di dimensionamento scolastico, approvato dalla Giunta Regionale, sembrano essere stati redatti senza nessuna logica». A parlare è Stefano Pala, sindaco di Tramatza e presidente dell’Unione dei comuni del Montiferru Sinis. Pala ha richiesto un incontro urgente con l’assessore regionale all’Istruzione, Claudia Firinu, per cercare di bloccare il provvedimento, che tra l’altro cancella anche la scuola primaria del suo Comune: «Noi siamo disponibili a cercare una soluzione condivisa - dice - che scongiuri l’accorpamento di Cuglieri con Bosa e Santu Lussurgiu con Ghilarza». Intanto, ieri mattina è stata inviata alla Regione la delibera relativa alle decisioni adottate dal consiglio d’istituto nella riunione di mercoledì scorso. «Le preconferenze e le conferenze provinciali - si legge nel documento - hanno sempre considerato, come obiettivi dell’azione di dimensionamento provinciale, il superamento delle situazioni di reggenza che interessavano otto istituzioni del primo ciclo, e tre del secondo. Mentre non è mai stata in discussione l’autonomia di Santu Lussurgiu. La decisione della Regione – hanno sottolineato i rappresentanti della scuola – è in contrasto con le linee guida, perché l’istituto di Santu Lussurgiu supera il numero minimo previsto di 400 alunni, quindi in quanto comune montano non poteva essere oggetto di accorpamento. Anche il numero degli alunni disabili, rispetto al numero totale degli studenti, è ben al di sopra del 2,5 per cento previsto». Battista Scarpa, dirigente dell’istituto comprensivo di Santu Lussurgiu, dice: «Si tratta di un provvedimento che penalizzerà il territorio. Cuglieri e Santu Lussurgiu, che fanno parte dell’Unione dei comuni del Montiferru Sinis, dovrebbero passare il primo a Bosa e il secondo a Ghilarza. A me, francamente, sembra una decisione adottata senza tener conto delle esigenze locali». Una decisone che ai diretti interessati appare scarsamente ponderata visto che, se per Ghilarza si trattasse di far tornare i numeri, sarebbe bastato assorbire Abbasanta. Senza considerare che la perdita della dirigenza dell’istituto lussurgese

potrebbe significare la perdita di altri posti di lavoro. Ancora Stefano Pala: “I sindaci dei comuni di Seneghe, Bonarcado e Santu Lussurgiu a breve presenteranno un ricorso contro il piano. Chiederemo una moratoria di un anno per avere il tempo di riorganizzare gli istituti comprensivi».

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