Visna Maedi, allarme della Coldiretti: «Interventi urgenti»

Il direttore dell’Associazione chiede che la Regione si muova «Servono sostegni finanziari per gli allevamenti in difficoltà»

ORISTANO. Si chiama Visna Maedi la nuova mina vagante del patrimonio ovino regionale, e gli allevmenti della zona del Ghilarzese sembrano essere i più colpiti da una patologia per la quale non esiste un vaccino, e la profilassi è quasi del tutto assente. L’allarme lo lancia la Coldiretti di Oristano, il cui direttore Giuseppe Casu ha scritto agli assessori regionali all’Agricoltura, Elisabetta Falchi, e alla Sanità, Lugi Arru. Al di là di un necessario intervento capillare in tutta l’isola, Casu lancia un vero e proprio Sos: se non si interverrò subito, con sostegni finanziari per gli allevamenti colpiti, decine e decine di operatori del settore rischiano di ricevere un colpo mortale.

Il fatto è che, al momento, pur essendo stato attivato all’assessorato alla Sanitàun tavolo tecnico apprezzato dalla Coldiretti, non esiste ancora un piano di interventi efficace.Nell’ultimo biennio sono state effettuate nell’oristanese poco più di duemila campionature in circa 35 ovili. Il dato però non fotografa la reale situazione epidemiologica in quanto si riferisce ad allevamenti dove la sintomatologia era molto evidente. «Per conoscere l’effettiva incidenza della malattia è necessario effettuare uno screening a tappeto» ha spiegato il responsabile del Servizio veterinario dell’Asl 5, Antonio Montisci. L’area più interessata dalla presenza della Visna Maedi è il Ghilarzese, con diversi casi conclamati a Sedilo, Aidomaggiore e Abbasanta.

La Asl 5 di Oristano ha un piano aziendale al quale però gli allevatori aderiscono in maniera volontaria. «Al momento, solo una quindicina di ovili sono stati sottoposti alla campionatura», sottolinea Montisci. La Asl – in accordo con l’Istituto zooprofiliattico –,ha proposto un controllo di circa 400 allevamenti per almeno due anni. Così si terrebbero sotto controllo almeno 800 allevamenti. Il costo per i prelievi è basso: appena un euro e 30 centesimi a prelievo. «Al momento non abbiano notizie di bestiame infetto nella zona del basso Oristanese. Anche tutto il distretto di Ales sembra immune», sottolinea Montisci. Questo restringe il campo di interventi alla zona di Ghilarza.

La malattia si combatte isolando i capi infetti da quelli sani. Non si trasmette all’uomo, ma l’unico modo di tenerla sotto controllo è, appunto, separare il bestiame. Ma se non si interverrà subito, si rischiano perdite gravissime. Qualche mese fa, il consigliere regionale Mario Tendas (Pd) aveva sollevato il problema con un’interrogazione, proponendo anche di estendere alla Visna Maedi quanto

previsto dal piano di risanamento per la Caev, una malattia analoga che colpisce i caprini. Ma, aggiunge Coldiretti, tutte le misure dovranno essere adottate con urgenza, pena un danno notevole per gli allevatori che non possono neanche contare su indennizzi.

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