Tutti uniti per l’ospedale La vigilanza rimane alta

Bosa, animato dibattito in consiglio comunale sul futuro dell’A. G. Mastino «Abbiamo già dato in termini di riduzione. Non tollereremo ulteriori rinunce»

BOSA. Si è discusso di sanità nella riunione di consiglio comunale venerdì pomeriggio nell’aula di piazza Carmine. Un dibattito serrato, quanto pacato nei toni, che ha portato a una convinzione condivisa dalle forze in campo: la difesa dei servizi nella struttura dell’A.G. Mastino. Punto di riferimento imprescindibile per garantire effettivi parametri di tutela sanitaria nel territorio, che già in passato ha pagato in termini di dimagrimento dei posti letto.

«Abbiamo esaminato il Regolamento sugli standard ospedalieri e guardiamo di buon grado alle iniziative recenti della Asl, ma teniamo anche alta la guardia» premette il sindaco Luigi Mastino.

«Chiediamo poi che i nuovi servizi istituiti abbiano il personale necessario a disposizione, non credo si possa utilizzare quello esistente». Ok quindi alla nascita del reparto di cure intermedie «ma tutto questo non deve andare ad interferire con l’esistente. Il nostro obiettivo è che Pronto soccorso, laboratorio analisi e reparti di medicina e chirurgia continuino il loro servizio».

Il tutto legato all’augurio che entro l’anno possa decollare la dialisi e riprendere oculistica, servizio temporaneamente sospeso. Per ciò che riguarda gli aspetti politici della vicenda Luigi Mastino è esplicito: «Quale che sia il governo nazionale e regionale noi difenderemo la sanità del territorio a prescindere, non faremo sconti a nessuno. Capiamo che a livello nazionale è prevista una rimodulazione dei posti letto, ma Bosa ha già dato in termini di riduzione. Non tollereremo ulteriori rinunce, e su questo credo siamo tutti sulla stessa linea».

Per Augusto Cherchi, consigliere regionale e componente della commissione sanità della Regione, «occorre attendere le linee del nuovo piano di riorganizzazione della rete ospedaliera. Mentre delle novità che vengono applicate nella struttura di Bosa in questi giorni si parla da tempo».

Bene, insomma, l’integrazione tra cure ospedaliere e varo della casa della salute. «Per il resto a me non interessa come venga chiamato domani l’ospedale, quanto che vengano garantiti i servizi fondamentali: Pronto soccorso, medicina, chirurgia, con posti letto ritagliati sulle reali esigenze del territorio». Con un ulteriore notazione: «Dobbiamo vigilare tutti affinchè le quote del fondo sanitario regionale destinate alla Asl 5 non subiscano riduzioni, che rischiano poi di trasformarsi in tagli di servizi» conclude Cherchi.

Insomma

a Bosa l’attenzione sulla sorte dell’A.G. Mastino tocca nuovamente i più alti livelli. Trovando, pur nelle differenze di visione dei singoli gruppi politici, una costante nota comune nella difesa del presidio e dei servizi ospedalieri da garantire nel territorio.

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