Acqua pubblica, la protesta arriva a Cagliari

Santu Lussurgiu, confermata la partecipazione alla manifestazione dell’11 marzo nel capoluogo

SANTU LUSSURGIU. «Probabilmente un solo autobus da cinquanta posti non sarà sufficiente per portare tutti i cittadini che verranno a Cagliari mercoledì prossimo, per protestare contro la decisione della Regione di imporre il passaggio della gestione delle nostre risorse idriche sotto Abbanoa». A parlare è Stefano Putzolu, il quale ritiene l’imposizione della Regione: “Un’azione vessatoria, portata con incomprensibile determinazione dalla Regione contro i 28 Comuni che continuano a gestire autonomamente la propria acqua». L’11 marzo prossimo, i sindaci dei 28 Comuni che hanno mantenuto in proprio la gestione dell’acqua convocheranno i rispettivi consigli comunali davanti alla sede della Regione: «Sarà una giornata di mobilitazione generale», dice Putzolu, «per affermare il diritto dei cittadini di decidere come gestire le risorse del proprio territorio, e per dire no a imposizioni calate dall’alto”. E il malumore in paese è davvero tanto, soprattutto perché la gestione autonoma delle risorse idriche, alla Regione, non costa neppure un euro, mentre con Abbanoa i costi per i cittadini sono destinati a crescere. «Adesso», dice ancora Putzolu, «manutenzioni e riparazioni della rete sono a carico nostro. Un metro cubo d’acqua costa ai cittadini circa 35 centesimi, con Abbanoa, invece, lo stesso metro cubo costa oltre un euro. Con il passaggio sotto il Gestore unico, come si può vedere, i costi sarebbero più che triplicati». Nella riunione davanti al presidente della Quarta commissione, tenutasi in Regione il 26 gennaio, i sindaci dei 28 Comuni si erano detti favorevoli a entrare a far parte dell’autorità d’ambito a patto che conservassero l’autonomia della gestione delle risorse idriche. «La nostra proposta», conclude Putzolu, «era stata accolta con interesse dalla commissione.

Quando tutto sembrava essersi incanalato in maniera positiva, con una delibera dello scorso febbraio, la Regione ha deciso di fare diversamente, bocciando la proposta». Confermata, quindi, la mobilitazione dei cittadini di Santu Lussurgiu, Bonarcado, Paulilatino, San Vero Milis e Modolo.

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