appropriazione indebita

Rivenditore d’auto condannato

Mai pagato il fornitore. Le sei macchine vendute con certificati falsi

ORISTANO. Vendeva auto, si ricordava di riscuotere i soldi dai suoi clienti, ma si dimenticava di pagare il fornitore da cui aveva acquistato quelle auto. Erano sei, per un valore di 140mila euro, cifra che l’imprenditore oristanese Giovanni Torchia, che aveva una rivendita tra il capoluogo e Santa Giusta, rischia di dover ripagare per intero. Per ora, in attesa che il processo arrivi agli altri gradi di giudizio, si è beccato la condanna a un anno e sei mesi per appropriazione indebita, falso e truffa. L’ha decisa il giudice monocratico Riccardo Ariu che ha accolto quasi interamente la richiesta del pubblico ministero Marco Ulzega, con la differenza che questi aveva sollecitato la condanna a quattro anni.

Giovanni Torchia, difeso dall’avvocato Marco Martinez, era accusato di aver ottenuto da una società piemontese, la CSS, le auto che poi non avrebbe pagato. Sarebbe comunque riuscito a rivenderle falsificando le firme nei certificati di proprietà e successivamente

denunciandone lo smarrimento. In realtà quei certificati non sarebbero mai esistiti. Per l’imprenditore è arrivata anche la condanna al risarcimento dei danni richiesto dall’avvocato Serena Contini, parte civile per la CSS: per ora è stata stabilita una provvisionale di 98mila euro

TrovaRistorante

a Oristano Tutti i ristoranti »

Il mio libro

PUBBLICARE UN LIBRO: DAL WEB ALLE LIBRERIE

Come vendere un libro su Amazon e da Feltrinelli