Una lettera di minacce infiamma le Comunali

Paulilatino, il destinatario è Serafino Oppo che ha ribadito il suo impegno Solidarietà dai compaesani e dal sindaco: «Mezzi abietti e antidemocratici»

PAULILATINO. Chi ha paura del confronto democratico? A Paulilatino qualcuno ha cercato di fermare la corsa alle comunali di Serafino Oppo con una lettera minatoria. La missiva è stata recapitata due giorni fa al consigliere provinciale, che ha presentato denuncia contro ignoti ai carabinieri. Nel messaggio, scritto in sardo, a matita e con carattere corsivo, l’autore suggeriva all’ex sindaco di desistere dall’ intento di presentarsi alle prossime consultazioni. «Se tieni alla tua famiglia e a te stesso ritirati», è la traduzione non letterale ma fedele al testo originale. Il mittente avrebbe alluso anche al rinnovato sodalizio tra Oppo e Gallus, che per un decennio hanno condiviso l’esperienza ai vertici della pubblica amministrazione ricoprendo rispettivamente gli incarichi di vicesindaco e di primo cittadino. Sbrogliare il bandolo della matassa e risalire all’identità dell’autore dell’avvertimento non sarà facile. Lo stesso Oppo ha dichiarato di non avere la minima idea di chi possa nascondersi dietro l’atto intimidatorio. «Un gesto vigliacco», ha commentato la vittima che non ha nascosto l’amarezza per il coinvolgimento dei suoi cari «Sono preoccupato soprattutto per il disagio che tutto questo comporta alla mia famiglia», ha confessato. Ma se qualcuno stava già pensando di aver raggiunto lo scopo dovrà ricredersi: Serafino Oppo non intende adeguarsi ai metodi antidemocratici di chi preferisce le intimidazioni al dialogo: «Se prima la decisione era combattuta, questa lettera mi costringerà a candidarmi, non mi lascio condizionare da chi ricorre alle minacce per imporre la sua volontà. Se qualcuno vuole impedirmi di amministrare basterà darmi battaglia sul terreno politico portandomi via i voti», ha concluso Oppo. Il gesto è stato stigmatizzato duramente: «Un’azione così vigliacca non appartiene alla cultura del vero paulese. Comunque nessuno intende cedere o piegarsi a questi gesti inqualificabili», sono le prime parole di Domenico Gallus, «non imponiamo la nostra presenza a nessuno, ci sottoponiamo al giudizio democratico di chi deve qualificare chi guiderà la nostra comunità nei prossimi cinque anni». La condanna è inappellabile

anche per il sindaco Gianni Demartis, che ha espresso grande solidarietà a Serafino Oppo e alla sua famiglia: «Ci lega un’antica amicizia e per esperienza so cosa stanno attraversando. Come me, la stragrande maggioranza dei cittadini rifiuta questi mezzi abietti e antidemocratici».

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