Droga story, condanne anche in appello

Pene leggermente ridotte per i sette responsabili di un traffico di cocaina e hascisc con la Calabria. Assolti in quattro

ORISTANO. Sette condanne, con pene più lievi rispetto al processo di primo grado e il reato di associazione a delinquere che ancora una volta non regge alla prova dell’aula, nonostante le contestazioni del pubblico ministero Paolo De Angelis. Nel conto ci sono anche da inserire quattro assoluzioni, le stesse decise a Cagliari dal giudice per le udienze preliminari che aveva per primo emesso la sentenza sul traffico di droga tra la Calabria e la provincia di Oristano, stroncato dopo mesi di intercettazioni e alcuni blitz delle forze dell’ordine.

Il nome più conosciuto, tra gli undici a processo, era quello di Tonino Soru, l’ex latitante di Paulilatino protagonista di una delle più rocambolesche evasioni che la storia carceraria sarda ricordi. Erano i primi giorni dell’agosto del 1984, quando alcuni detenuti, tra cui appunto Tonino Soru che stava scontando la condanna per un sequestro di persona, si fecero beffa della vigilanza e si calarono giù dal muro del carcere di piazza Manno con delle lenzuola. Prima di fuggire dalla cella lasciarono però un beffardo biglietto, in cui scrissero: «Ferragosto, carcere mio non ti conosco». Tonino Soru si fermò nella sua Paulilatino, gli altri evasi proseguirono sino alle montagne della Barbagia, dove nel gennaio dell’85 si resero protagonisti del sequestro del commerciante di Oliena, Tonino Caggiari. Fu il rapimento che si concluse con la battaglia di Osposidda e i banditi e un poliziotto morti.

Altre storie, anche perché nel frattempo Tonino Soru è tornato a essere un uomo libero sino a inserirsi nel traffico di droga per cui ieri sono state emesse le condanne in appello. Per lui, assistito dall’avvocato Stefano Piras, come per i calabresi Riccardo Brunella e Francesco Aloisio, assistiti dagli avvocati Giuseppe Ledda e Marco Fausto Piras, la condanna è stata di sei anni, a fronte dei dieci comminati in primo grado. Per Giuseppe Mellai, cognato di Tonino Soru e difeso dall’avvocato Piero Aroni, la condanna è scesa da sei a quattro anni, sei mesi e venti giorni che vanno ad aggiungersi ad altri sei anni e mezzo già scontati. Le altre sono condanne minori che riguardavano episodi di spaccio singoli e saranno a carico degli oristanesi Massimiliano Ulgheri e Riccardo Usai e del sanverese Massimo Seda. Il primo, difeso dall’avvocato Pier Luigi Meloni, è stato condannato a sei mesi, gli altri due difesi dagli avvocati Francesco Campanelli e

Pier Luigi Meloni, a cinque mesi e venti giorni.

Infine le assoluzioni tutte confermate. Le incassano Andrea Erdas, Cristian Camedda, Antonio Caddeo e Domenico Meli, difesi dagli avvocati Francesco Campanelli, Fabrizio Ladoni, Roberto Salaris e Stefano Piras.

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