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Dai banchi all’azienda, la scuola prepara al lavoro

I ragazzi dell’istituto superiore Ales-Terralba-Mogoro per 5 giorni “sul campo” Sono stati accolti da imprese ed enti pubblici per uno stage di formazione

TERRALBA. Una settimana a scuola di lavoro. Si è conclusa anche quest’anno l’esperienza dei ragazzi dell’Istituto scolastico superiore di Ales- Terralba- Mogoro che per cinque giorni si sono potuti dedicare a uno stage presso diverse aziende private e Comuni del territorio per un’esperienza lavorativa. Un progetto che ogni anno i docenti della scuola portano avanti e che incontra l’apprezzamento dei ragazzi. «Il progetto di alternanza scuola – lavoro per il nostro istituto è molto importante, permette ai ragazzi di integrare le conoscenze acquisite a scuola con quelle della vera pratica lavorativa, di far sviluppare loro una maggiore capacità di adattamento e di sapersi relazionare con gli adulti in un ambiente diverso da quello scolastico», spiegano le due docenti responsabili del progetto, Paola Orrù e Rosangela Melis. «Non è sempre semplice trovare aziende che siano disponibili ad accogliere i ragazzi, le realtà più grandi soprattutto sono molto impegnate con altri stagisti o con molto lavoro e spesso non ci sono tutor che possano seguire i ragazzi». Anche quest’anno per fortuna ci sono state diverse aziende che hanno accolto gli studenti delle quarte, come la Sepi Formaggi, la Nuova Prima, e le amministrazioni comunali di Terralba e Marrubiu. I ragazzi delle sedi di Ales e Mogoro sono stati accolti invece dalla Gima impianti di Lunamatrona, Dueffe impianti di Masullas, ed Elettromekano di Mogoro. Gli studenti sono rientrati soddisfatti dall’esperienza fatta: «Sarebbe un tirocinio da ripetere più volte durante l’anno scolastico e anche in aziende e uffici diversi per imparare e sperimentare più cose –, dicono i ragazzi – abbiamo visto anche modi di fare diversi da quelli che abbiamo imparato a scuola». Gli studenti hanno potuto vedere come si lavora in un ufficio tecnico o in un ufficio tributi di un Comune, come si registra una fattura, come si commerciano formaggi con l’estero, come inviare un sollecito di pagamento e tanto altro. A fine esperienza sono stati valutati dai propri tutor. «Purtroppo la durata del progetto è proporzionato alla disponibilità economica del finanziamento che viene dato alla scuola, quest’anno abbiamo speso tutto per l’autobus che li accompagnava da scuola ai diversi luoghi di lavoro – spiegano le docenti –. Rispetto allo scorso anno in cui c’era qualche soldino in più abbiamo dovuto eliminare una parte teorica introduttiva e abbiamo dovuto ridurre il numero

degli studenti, dal Liceo purtroppo non hanno partecipato perché i fondi non erano sufficienti a coprire le spese di trasporto». Al di là della retorica dei proclami, quindi, per avere una scuola efficiente, che garantisca davvero un’alternanza scuola lavoro, servono i finanziamenti adeguati.

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