Fedelissimi del lungomare Nuova marcia di protesta

San Vero, una trentina di persone hanno manifestato per l’apertura della strada Tra di loro il senatore grillino Cotti che ha dato il sostegno ad abitanti e turisti

SAN VERO MILIS. Sicuramente non erano tanti. Anzi, ieri alla marcia tra Sa Rocca Tunda e Mandriola, organizzata dal comitato dei residenti hanno partecipato una trentina di persone controllate a vista da tre carabinieri. Forse qualcuno in meno.

Probabilmente il meteo incerto della prima mattinata di ieri, la marcia partiva alle 10.30, ha contribuito a convincere gli indecisi a stare a casa. Dunque, alla pineta di Mandriola, dove era in programma un dibattito che chiudeva la manifestazione non c’erano, è arrivato un gruppetto di persone tra cui il senatore grillino Roberto Cotti, che qualche giorno fa ha parlato della situazione delle borgate proprio nell’aula di Palazzo Madama: «Il territorio di San Vero è il classico caso di potenzialità turistiche e ambientali inespresse a causa di scelte politiche miopi – ha detto l’esponente del M5s – Sosterrò ogni iniziativa amministrativa che possa consentire la regolare fruizione del lungomare di Putzu Idu. Lo dobbiamo ai nostri cittadini e agli imprenditori». Poi, un affondo indirizzato al primo cittadino, Flavia Adelia Murru, e alla sua amministrazione: «Aver negato il referendum comunale, promesso in un primo tempo e poi dimenticato, ha calpestato la possibile partecipazione dei cittadini. Evidentemente l'amministrazione sapeva di non aver il consenso dei sanveresi su questa scelta».

La piccola comitiva ha fatto sosta davanti al “muro” che chiude il lungomare nel versante di Mandriola e poi si è spostata verso la pineta dove si è tenuto un piccolo dibattito che ha toccato alcune delle questioni più calde della lotta popolaree contro la chiusura del lungomare.

Una chiusura che, oltre ai problemi per gli abitanti di Mandriola e per gli operatori commerciali che dovrebbero iniziare a lavorare sul lungomare, sposta il traffico sulla strada che conduce a Sa Rocca Tunda: una lingua d’asfalto talmente

stretta da sopportare malamente tutto il traffico diretto verso le borgate che prima venivano raggiunte attraversando il lungomare.

A peggiorare la situazione ci pensa l’erba alta che orla il ciglio della strada e limita la visuale degli automobilisti.

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