Il grido dei ragazzi down: «Ora ridateci la piscina»

La struttura è chiusa da più di un anno: un disagio che colpisce anche i più deboli La procedura per l’appalto si avvia a conclusione: imminente l’aggiudicazione

ORISTANO. Quando, a marzo del 2014, hanno saputo che quello sarebbe stato il loro ultimo giorno in piscina, alcuni hanno pianto. Per i ragazzi dell'Aipd, l'associazione italiana persone down, lo sport in acqua non è solo una delle poche - se non l'unica - opportunità per fare attività fisica. Quelle ore passate a imparare lo stile libero o il dorso sono per loro, prima di tutto, importantissimi momenti di aggregazione e di divertimento.

Ecco perché anche loro hanno aderito a Ovp, Oristano vuole la sua piscina, il comitato spontaneo di cittadini che ha fatto nascere in città il movimento che chiede a gran voce la riapertura della struttura in viale Repubblica. Hanno posizionato un banchetto al centro commerciale Porta nuova, dove due intraprendenti ragazzi dell'Aipd hanno invitato i passanti a unirsi al comitato. «In una ventina di minuti, appena i ragazzi hanno iniziato, hanno raccolto una cinquantina di adesioni - racconta, insieme a loro, il presidente di Ovp, Vincenzo Pes -. Siamo fiduciosi, perché il nostro intento è quello di non abbassare la guardia sull'argomento e non farla abbassare alle istituzioni. Ora vigileremo che tutto l'iter messo in moto con l'appalto vada a buon fine».

E i disagi dei portatori di sindrome di Down sono solo una delle tante storie a sostegno della riapertura della struttura. «Sono una ventina i ragazzi dell'Aipd che ora sono costretti a spostarsi a Tramatza per le attività sportive. Cerchiamo di ammortizzare gli spostamenti, in due gruppi, con il pulmino, ma è logisticamente difficile ed economicamente dispendioso - racconta Clara Doni, presidente della sezione oristanese dell'associazione -. Ci si abitua a tutto, certo, ma una struttura di questo tipo a Oristano non è solo un'esigenza di chi, come noi, ha pochissime altre alternative allo sport. È un diritto di tutti i cittadini».

Silvia e Annamaria sono di Samugheo e, come tanti, si sono fermate per compilare il modulo prima di fare la spesa. «È una vergogna, ce l'abbiamo anche noi la piscina in un paese così piccolo e il

capoluogo no. Spero la riaprano, ma spero anche che realizzino una struttura in sicurezza, così com'era prima era davvero impossibile continuare a frequentarla».

L’appalto, intanto, va avanti. Nei giorni scorsi sono state aperte le buste con le offerte e presto ci sarà l’aggiudicazione.

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