Omicidio Murranca, chiusa l’inchiesta con gli stessi indagati

Pompu, in tre sotto accusa per la morte del commerciante Fu ucciso il 24 settembre 2014 e il suo corpo fu poi bruciato

POMPU. In tre per un omicidio. Pochi mesi e l’indagine è chiusa e va nella medesima direzione verso cui viaggiava sin dall’inizio. Il pubblico ministero Paolo De Falco, proprio nel giorno in cui scattano le manette per il presunto autore di un altro fatto di sangue come l’omicidio commesso a Paulilatino a fine ottobre, conclude l’inchiesta sull’assassinio di Antonio Murranca.

Il commerciante ambulante fu assassinato e il suo corpo dato alle fiamme assieme al furgone nelle campagne di Marrubiu a fine settembre dello scorso anno. Da quel momento gli inquirenti, che già sospettavano che qualcosa di molto torbido fosse accaduto, iniziarono a indagare per omicidio. Sotto la lente d’ingrandimento finirono immediatamente le tre persone che, poche settimane dopo il ritrovamento del cadavere, vennero arrestate.

Incastrati da vari indizi, ora i tre indagati, sono più che mai a rischio processo. Lo si intuisce dalla rapidità con cui èla procura ha chiuso l’inchiesta affidata ai carabinieri del Nucleo operativo e della Compagnia di Mogoro. Un esito così rapido fa pensare che, trascorsi i venti giorni per le controproduzioni e le indagini difensive, si vada verso il rinvio a giudizio di Graziano Congiu, 30 anni di Ruinas, di Stefano Murru, 39 anni, e Lorenzo Contu, 51 anni, entrambi di Pompu. Ad incastrarli, secondo l’accusa, ci sarebbero le intercettazioni telefoniche e ambientali, diverse contraddizioni nelle versioni fornite per gli alibi, le immagini di una telecamera di videosorveglianza di una tabaccheria e le celle telefoniche agganciate dai telefonini cellulari. Proprio su quest’ultima questione si è dibattuto a lungo e con la chiusura dell’indagine è arrivata anche una nuova consulenza che va nella medesima direzione della precedente: i tre erano nel luogo del delitto – probabilmente l’ovile di Stefano Murru a Masullas – poi a Marrubiu in orari compatibili con quelli del

delitto e della distruzione del cadavere.

Basterà? I tre avvocati difensori Angelo Battista Marras, Carlo Figus e Michele Ibba hanno ora il tempo per le produzioni difensive. Intanto ad attendere ci sono anche i familiari della vittima, che sono assistiti dall’avvocato Gianfranco Siuni.

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