Scano Montiferro, esito nullo per l’incidente probatorio

SCANO MONTIFERRO. L’incidente probatorio non peserà sul processo. Il perito, al quale era stato richiesto dal pubblico ministero Armando Mammone di chiarire se ci fossero elementi che potessero...

SCANO MONTIFERRO. L’incidente probatorio non peserà sul processo. Il perito, al quale era stato richiesto dal pubblico ministero Armando Mammone di chiarire se ci fossero elementi che potessero dimostrare che Franco Marino Sedda aveva sparato da vicino contro i due allevatori Antonio ed Enzo Murtas, ha spiegato al giudice per le indagini preliminari Silvia Palmas che non c’è possibilità di arrivare ad un esito certo attraverso le tracce di polvere da sparo. Queste sono state rinvenute all’interno del motocarro, sul quale viaggiavano padre e figlio e che fu fatto bersaglio dei colpi di pistola sparati dai revolver con matricola abrasa sparati dal loro vicino di terreno il 10 dicenbre del 2014. Franco Marino Sedda, 50 anni originario di Gavoi e difeso dall’avvocato Gian Luigi Mastio, ha confessato da tempo di essere l’autore dell’agguato, ma sostiene di aver sparato rispondendo all’ennesima provocazione subita.

È una tesi differente rispetto a quella delle due vittime, per cui la procura aveva richiesto l’incidente probatorio sperando di ottenere delle risposte definitive. Non è così, perché le tracce rinvenute non bastano per stabilire la distanza dalla quale furono sparati i colpi. (e.c.)

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