terralba

Ordinanza di sgombero per la casa dell’ex pescatore

TERRALBA. Sandro Caria è ancora nella sua casa. Il pescatore 52enne, malato di sclerosi multipla, è deciso a non lasciare l’abitazione messa all’asta per un mutuo non pagato del tutto alla banca. Lo...

TERRALBA. Sandro Caria è ancora nella sua casa. Il pescatore 52enne, malato di sclerosi multipla, è deciso a non lasciare l’abitazione messa all’asta per un mutuo non pagato del tutto alla banca. Lo sgombero, ordinato dal giudice del Tribunale di Oristano, doveva avvenire alla fine di giugno, ma lui, non saprebbe dove andare. Lo ha spiegato qualche giorno fa anche al magistrato che sta seguendo la vicenda, che lo ha ricevuto assieme al legale del pescatore, l’avvocato Rinaldo Saiu. «Non posso finire in mezzo a una strada e non soltanto per via delle mie condizioni di salute che mi hanno obbligato ad andare in pensione e smettere di lavorare proprio mentre avevo ancora il mutuo da pagare», dice. La sua è una vicenda triste ma purtroppo, non isolata. Sandro Caria aveva chiesto e ottenuto un mutuo di 100mila euro per poter costruire la casa dove abita con la moglie e la figlia. Nel 2006 però si ammala, finisce su una sedia a rotelle (dalla quale riesce a rialzarsi dopo una lunga terapia riabilitativa) ed è costretto a lasciare il lavoro che svolgeva da trent’anni, presso una cooperativa di Marceddì. Niente lavoro e niente soldi, neppure per continuare a pagare le rate del mutuo. Così, mentre nel 2008 gli viene finalmente riconosciuta la pensione, Sandro Caria si trova con un forte arretrato nei confronti della banca. «Chiedo la rinegoziazione del mutuo, ma non ho risposte: anzi, nel 2009, la Banca di Credito sardo avvia il pignoramento». L’ex pescatore deve alla banca 27mila euro più 9mila di interessi. «Trovo assurdo che vendano all’asta per 38mila euro una casa che ne vale almeno cinque volte tante», dice Caria. Nel frattempo però, la giustizia civile compie i suoi passi, con il giudice che emette una ordinanza di sgombero «malgrado l’asta non sia stata ancora fissata e la casa, ovviamente, neanche venduta», spiega Sandro Caria, che aggiunge «Non capisco il motivo di tanto accanimento, soprattutto è incomprensibile la posizione assunta dalla banca nei miei confronti. Ho una buona pensione, trent’anni di contributi contano, potrei saldare quel debito, ovviamente a rate. Ma vogliono i soldi tutti assieme e io non posso certo darglieli. Nel frattempo vorrebbero obbligarmi a vivere

magari sotto un ponte». L’ex pescatore è amareggiato e indignato: «Non sono un ladro e non mi piace essere considerato un cattivo pagatore. Ho sempre lavorato e prima di ammalarmi non ho mai saltato una rata. Spero che la banca tenga conto di questo e mi convochi per rinegoziare il debito».

TrovaRistorante

a Oristano Tutti i ristoranti »

Il mio libro

IL SITO DI GRUPPO GEDI PER CHI AMA I LIBRI

Scrivere e pubblicare libri: entra nella community