Unione del Guilcer, ancora niente Cda

L’incontro a Boroneddu, ma non è stato eletto il presidente L’assemblea vaglia nuove proposte organizzative

BORONEDDU. Sul rinnovo del Consiglio d’amministrazione, l’ Unione del Guilcier resta ferma al pit stop. Nel giorno dell’elezione del nuovo presidente e dell’esecutivo l’assemblea non è andata oltre un serrato confronto sulle modalità di gestione dei servizi, su visioni unitarie o utilitaristiche. A sparigliare le carte è stato il delegato di Norbello, Matteo Manca, che ieri ha avanzato la proposta di un modello organizzativo basato sulla suddivisione in tre sub-ambiti. Un sistema finalizzato alla semplificazione e alla gestione ottimale delle aree amministrativa, ragioneria e tecnica. «L’Unione è il cappello – ha puntualizzato il sindaco – ma le funzioni possono essere gestite raggruppando i Comuni in base ad esigenze specifiche, in modo da compensare le carenze». Manca, inoltre, ha auspicato una gestione squisitamente tecnica: «Ciò che chiediamo è che la politica sia secondaria. In quest’ottica tre sub-ambiti, la specializzazione del personale dipendente e la riduzione delle posizioni organizzative rappresentano la soluzione ideale e per noi una linea imprescindibile per restare nell’ Unione». Il modello prospettato dal delegato norbellese ha incassato giudizi positivi, talvolta con riserva, ma non il consenso incondizionato dell’ assemblea. «Anche in passato abbiamo lavorato nella stessa direzione – ha sottolineato Stefano Sanna (Abbasanta) –. Solo non capisco cosa significhi lasciare da parte la politica. Se s’intende amministrare, spetta agli amministratori fare delle scelte e risponderne». Un concetto ripreso dal sindaco di Ghilarza Alessandro Defrassu. «Se si parla di cda sono d’accordo con Manca, ma in seno all’ assemblea si prendono decisioni politiche. Si deve trovare un equilibrio». Pur convenendo sull’utilità dei sub-ambiti, Domenico Gallus (Paulilatino) ha insistito sul ruolo di collante dell’Unione. Più radicale Adele Virdis (Aidomaggiore): «Non ho pregiudiziali a questo tipo di approccio, ma è la gestione unitaria la strada da seguire». Per il sindaco di Tadasuni Mauro

Porcu il modello proposto da Norbello «Può essere l’inizio per una gestione unitaria». Il primo cittadino di Sedilo Alessio Petretto ha affermato di non avere preclusioni, anche se «Oggi rischiamo di scegliere una modalità operativa e la riforma degli enti locali potrebbe imporcene un’altra».

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