MOGORO

Sviluppo, il Parte Montis investe sulle risorse locali

MOGORO. «Fare scelte nette, definire le priorità del territorio e puntare su iniziative che siano sostenibili finanziariamente e capaci di rimettere in moto l’economia locale. Partendo dai servizi...

MOGORO. «Fare scelte nette, definire le priorità del territorio e puntare su iniziative che siano sostenibili finanziariamente e capaci di rimettere in moto l’economia locale. Partendo dai servizi essenziali e con una consapevolezza ben precisa: lo sviluppo lo fanno le imprese, perché il pubblico può e deve sostenere la fase di avvio ma poi le iniziative devono riuscire a stare sul mercato». Parte da Mogoro la fase negoziale della programmazione territoriale e le parole sono quelle dell’assessore regionale alla Programmazione, Raffaele Paci; venerdì il primo gradino che dalla carta va verso i fatti, dopo la manifestazione d’interesse presentata dall’Unione dei Comuni Parte Montis, composto da Gonnostramatza, Masullas, Mogoro, Pompu e Siris, a partecipare a un programma ampio e strutturato per la promozione del territorio. La valutazione passa ora dai tavoli tecnici per poi poter accedere, dopo la sottoscrizione di un accordo di programma, ai finanziamenti disponibili. All’incontro, nel Centro Fiera dell’artigianato e del tappeto della Sardegna, erano presenti i cinque sindaci dell’Unione dei Comuni interessata ed esponenti del partenariato economico e sociale. La manifestazione di interesse presentata dall’Unione dei Comuni Parte Montis punta a migliorare i servizi di base per il cittadino, come la mobilità, la scuola, la sanità, l'energia sostenibile dei Piani d’azione per l’energia sostenibile (Paes) e i rifiuti. L'obiettivo è quello di generare una relazione virtuosa tra qualità dei servizi del territorio e capacità di rinnovare il quadro sociale ed economico produttivo locale, agendo sulla valorizzazione delle risorse locali e delle naturali propensioni del territorio. Nel caso specifico, quindi, con azioni mirate ai comparti di agricoltura, artigianato, cultura, ospitalità. Per quanto riguarda i servizi di base, inoltre, si punta per esempio a potenziare l’assistenza domiciliare integrata, i servizi a favore dei minori, il servizio di trasporto scolastico per gli alunni delle scuole primarie e secondarie di primo grado, la gestione associata del servizio di raccolta dei rifiuti solidi urbani. Infine, particolare importanza viene riconosciuta alla qualità istituzionale. I Comuni intendono rafforzare il sostegno alle produzioni locali di pregio, quali artigianato, vino, pasta e formaggi, promuovendo lo sviluppo di un’offerta culturale integrata di tipo museale, archeologico, design legato alle specificità artigianali del territorio, con l'obiettivo di valorizzare l’ospitalità diffusa e migliorando l’infrastrutturazione e l’accesso alle reti digitali a vantaggio degli operatori economici e sociali. «Ma non basta– ha concluso Paci –. Questi prodotti bisogna riuscire

a venderli superando la dimensione locale, il che significa andare oltre i confini comunali, creando reti con le realtà limitrofe, in primis la Marmilla, in un’ottica di integrazione che consenta ai territori di avere maggiore forza. E poi anche i confini regionali».

Caterina Cossu

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