Spara a un cartello, gli sequestrano droga cartucce e una pistola

Riola Sardo, arrestato un 55enne di Baratili San Pietro L’arma con la matricola abrasa e la cocaina all’esame del Ris

RIOLA SARDO. Il tiro al bersaglio contro un cartello stradale in via Roma, tanto in voga in qualche paese dell’interno della Sardegna, l’ha tradito sino a condurlo in carcere. Gli spari erano un po’ troppo rumorosi per non attirare l’attenzione, ma Marzo Zou, 55 anni di Baratili San Pietro, non si è preoccupato più di tanto. Eppure qualcuno, a sentire quei colpi di pistola, ha ben pensato di allertare i carabinieri che così si sono messi sulle tracce del pistolero ferragostano che intanto aveva parcheggiato la sua auto e stava tranquillamente bevendo in un bar di Riola in via Umberto.

Il suo momento di socializzazione notturno è stato però interrotto subito dopo, quando su di lui sono piombati i carabinieri della stazione, guidati dal maresciallo Orgiu, che intanto erano stati affiancati dai colleghi delle stazioni di Solarussa e Oristano. Marco Zou è stato immobilizzato e contemporaneamente è iniziata la perquisizione personale e quella alla Fiat Punto con la quale era arrivato a Riola.

È a questo punto che i guai sono aumentati. Man mano che i militari cercavano spuntavano fuori 550 euro, 15 grammi di cocaina già confezionati in tre dosi, una scatola con 35 cartucce per pistola calibro 7,65 e infine la pistola Beretta cvalibro 7,65. Quel che invece era sparito dall’arma erail numero di matricola che era stata precedentemente abrasa. Un po’ troppo perché il tutto si concludesse con una buonanotte e infatti Marco Zou ha imboccato la strada verso il carcere di Massama, dov’è rinchiuso con una serie di denunce con le quali dovrà fare i conti. La più grave è ovviamente quello del porto e della detenzione di arma clandestina e di munizioni, a seguire la detenzione a fini di spaccio di sostanza stupefacente per concludere con il danneggiamento del cartello stradale, proprio quello da cui era iniziato tutto.

Ovviamente

i carabinieri non si sono fermati a questo, ma hanno sequestrato tutto ciò che hanno trovato e l’hanno inviato al Reparto investigazioni scientifiche per capire quanto principio attivo contenesse la droga e, soprattutto, se la pistola avesse fatto la sua comparsa in altre azioni criminose.

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