Caccia, le zone di ripopolamento nel mirino

Resteranno in vigore per un altro anno. Accuse delle associazioni venatorie alla Regione

ORISTANO. L’annata venatoria che ha preso il via agli inizi del mese con l’apertura della caccia alla tortora, è iniziata tra le polemiche e le perplessità della gran parte delle associazioni venatorie isolane, che non hanno gradito la compilazione del calendario predisposto dall’assessorato alla difesa dell’ambiente della Regione su indicazione del Comitato Faunistico Regionale, che prevedeva l’apertura della caccia al cinghiale anche il giovedì.

Ora è arrivata la circolare dell’assessorato che proroga di un altro anno i provvedimenti che istituiscono le zone di ripopolamento e cattura della provincia. Il provvedimento, adottato con una determina dello 22 settembre, riguarda venti aree all’interno delle quali non si potrà svolgere l’attività venatoria. Sono Porto Alabe (Tresnuraghes), Su Segau (Sedilo), Colors (Aidomaggiore), Codes (Santu Lussurgiu), Auru (Ghilarza-Soddì-Boroneddu), Pardu Longu (Seneghe-Milis-Bonarcado), Terra Arrubia (Zerfaliu), Pranu Maiore (Busachi-Fordongianus), Conca su mortu (Tramtaza-Solarussa-Bauladu), Bia Noa (Samugheo), Pranixeddu (Oristano), Pra Maiore (Villaurbana), Rio Canale (Ardauli), Serra Gureu (Usellus-Assolo-Albagiara), Cala Pruna (Gonnosnò-Baradili-Baressa), Pranu Cerbus (Marrubiu-Arborea), Is Corafigus (Masullas), Pramadda (Ruinas), Tolinoro (Nughedu Santa Vittoria) e Monte Urtigu (Santu Lussurgiu-Cuglieri).

Durante l’ultima riunione del Comitato Faunistico Regionale, tra i rappresentanti dei cacciatori e i funzionari regionali, sono volate parole grosse e qualche rappresentante delle associazioni venatorie, in aperta polemica con l’assessore, ha lasciato più volte l’aula. «Il movimento venatorio, è bene ricordarlo, muove un indotto di oltre un milione di euro l’anno – ha detto Marco Efisio Pisanu, del Cpa Regionale –. I cacciatori chiedono di essere ascoltati».

La proroga di un altro anno delle Zone di ripopolamento e cattura, accolta con pareri discordanti da molti cacciatori, contribuirà a far crescere ulteriormente il numero di cinghiali e cervi, questi ultimi aumentati in maniera esponenziale negli ultimi anni, nelle nostre campagne. La buona notizia però arriva dalla battaglia, richiesta a gran voce da agricoltori, contadini e allevatori, contro la cornacchia grigia. Massimo Meneghel, uno dei responsabili del Gruppo A dei Coadiutori della provincia, abilitati all’abbattimento in deroga delle cornacchie, dice: «L’attività triennale promossa dalla Regione, terminata il 22 settembre,

ha dato ottimi risultati. A testimoniare la gravità dei danni creati alle colture orticole e cerealicole dalla cornacchia grigia ci sono i titolari delle aziende private, che hanno messo a nostra disposizione circa duemila cartucce, e altre quattromila sono arrivate dalla Federcaccia».

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