Palazzi, terreni, boschi: l'Asl di Oristano vende una parte delle sue proprietà

Un patrimonio immenso frutto di vecchi possedimenti e numerose donazioni: l'Azienda ha concluso l'inventario

ORISTANO. Terreni, case rurali, persino ettari di bosco: è il patrimonio che non ti aspetti, quello di proprietà dell’Asl 5. Un patrimonio immenso che adesso chiunque può conoscere: basta entrare sul sito dell’Azienda per trovare il lunghissimo elenco delle ricchezze della sanità pubblica.

Passando in rassegna le schermate pare di leggere la dote di un ricchissimo proprietario, magari di un ereditiero fortunato. Vero a metà, se si considera che buona parte del patrimonio deriva dall’ex azienda ospedaliera San Martino o dall’ex Opera nazionale maternità ed infanzia (più nota come Onmi), ma anche da donazioni di privati, lasciti che un tempo non erano rari, soprattutto da parte di persone facoltose e di filantropi.

Insomma, nel patrimonio non ci sono solo ospedali, ambulatori e uffici, come invece, sarebbe più semplice ipotizzare, ma immobili di ogni genere, persino antichi palazzi e appartamenti. Beni che spesso fruttano anche introiti, derivanti, come nel caso dei terreni agricoli, dai canoni d’affitto: a scorrere gli elenchi si scopre che nell’agro della provincia, non sono affatto una rarità, campi e pascoli coltivati su aree dell’azienda sanitaria.

Un po’ a sorpresa, si scopre che l’Asl 5 potrebbe considerarsi alla stregua di un latifondista con terreni coltivati e pascoli in tantissimi Comuni, da Ales a Curcuris, passando per Ghilarza, Norbello, Villa Verde fino a Oristano. Spesso si tratta di piccole parcelle, a volte di appezzamenti più estesi, altre di diversi ettari, come nel caso di alcuni terreni a Ghilarza. E proprio il capoluogo del Giulcier, Norbello, Narbolia, Oristano, Palmas Arborea, Villaurbana e Villa Verde, sono i comuni dove insiste la maggior parte dei terreni della Asl, ma ce ne sono anche ad Aidomaggiore, Ales, Curcuris e Baressa, Simaxis e persino Terralba.

L’elenco fornisce un quadro davvero curioso del patrimonio dell’azienda sanitaria. Si scopre, ad esempio, quanto fosse vasto il patrimonio dell’Onmi: buona parte dei terreni che ad esempio ricadono nei confini di Aidomaggiore, Ales e Curcuris erano dell’Opera nazionale, compreso un fabbricato rurale che sorge nell’agro di Curcuris. Di piccoli fabbricati rurali ne risultano altri tre a Narbolia, provenienti da un lascito ereditario; sempre ereditati sono i due terreni, di circa tre ettari, destinati a risaia nelle campagne di Oristano. A Simaxis, infine, c’è un minuscolo oliveto che apparteneva prima all’Ommi e che risulta in affitto a privati.

La gran parte dei terreni agricoli di Narbolia sono aree rimboschite, circa 60 ettari in tutto; ma una vasta estensione si trova anche a Villaurbana e Villa Verde. Anche a Oristano la Asl è proprietaria di aree rimboschite a Chirigheddu, Fenosu, San Martino e San Quirico, quasi tutte affittate a privati. Non mancano i terreni in aree urbane: sono cortili e pertinenze magari degli ambulatori e dei poliambulatori.

Non meno complesso e vasto è il quadro relativo agli edifici: la Asl è proprietaria degli edifici degli ospedali di Oristano, Bosa e Ghilarza, ma anche dei poliambulatori e degli ambulatori comunali. Ci sono poi alcune case famiglia e case per anziani (a Busachi, il Comune l’ha concessa in comodato d’uso perpetuo) e gli uffici della sede legale di Oristano. Strutture, a parte qualche rarissimo caso, tutte utilizzate. È invece nel cuore del centro storico del capoluogo che l’Azienda sanitaria risulta essere proprietaria di alcuni stabili in via Carmine, Lamarmora e Azuni di edifici indicati come magazzini, che Donna Enna Carchero aveva lasciato in eredità all’ente ospedaliero. Infine, a Ghilarza, in via

Carlo Alberto, c’è Casa Sini che, dall’inventario, risulta essere inutilizzata.

Tanti beni che, già nel 2005 la Asl aveva deciso di inventariare e mettere in vendita per sanare il bilancio. Ora che l’inventario è pronto, probabilmente si passerà alla fase più delicata: la vendita.

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