Bosa, la minoranza: mobilitazione in difesa dell’ospedale

BOSA. «L’annunciata riorganizzazione dei posti letto di chirurgia generale nell’ospedale di Bosa è l’anticamera per trasformare la struttura in Rsa (residenza sanitaria assistita)». Ne sono convinti...

BOSA. «L’annunciata riorganizzazione dei posti letto di chirurgia generale nell’ospedale di Bosa è l’anticamera per trasformare la struttura in Rsa (residenza sanitaria assistita)». Ne sono convinti i gruppi di opposizione consiliare Udc e Per Bosa, che annunciano barricate contro la delibera del commissario della Asl 5 «Avallata dal Presidente della conferenza provinciale sanitaria», l’ accusa rivolta al sindaco di Bosa Luigi Mastino. Che, nella riunione di consiglio in programma lunedì pomeriggio nell’aula di Piazza Carmine, cerca di tenere aperto il dialogo comunicando di voler convocare il 14 ottobre una assise straordinaria sull’argomento. Anche se i margini di trattiva unitaria in difesa del presidio sanitario locale appaiono quantomeno risicati. Se nella discussione e approvazione dei 7 punti all’ordine del giorno, tutto sembra filare stile mare della tranquillità, lunedì sera nell’aula di piazza Carmine, l’iniziale prologo delle minoranze sulla questione sanità sa più di spine che di petali di rosa. Alla luce della delibera di riorganizzazione dei posti letto, varata dalla giunta regionale ed a cui le amministrazioni locali dell’isola stanno rispondendo con una serie di formali richieste di revisione, «Ci è stata trasmessa ieri la delibera del Commissario della Asl di Oristano che conferma le nostre paure: è in atto la chiusura della chirurgia generale di Bosa» tuonano dai banchi di Udc e Per Bosa, richiamando gli atti ufficiali. Cioè la delibera approvata il 25 settembre a Oristano e trasmessa all’assessore regionale alla Sanità «Concordata con la conferenza socio-sanitaria e con la casa di cura Madonna del Rimedio», rimarcano Piero Franco Casula e Rosalia Acca. Atto a cui è allegato il contestato «Piano di rimodulazione dei posti letto” nelle tre strutture della Asl: il San Martino di Oristano e soprattutto il Delogu di Ghilarza e il Mastino di Bosa. Struttura quest’ultima «Dove è ormai chiaro e scritto il futuro del reparto di Chirurgia generale» che secondo le minoranze si avvia al ridimensionamento considerati i quattro posti letto stimati. Proposta quella del Piano rigettata in toto, malgrado «L’apertura del sindaco a portarla in discussione in Consiglio Comunale il 14 ottobre», premettono le minoranze. Che annunciano una mobilitazione popolare:

«Siamo già d’accordo ad organizzare una manifestazione pubblica, anticipata da incontri e riunioni preparatorie». Non prima di una sorta di richiamo a chi «Anni fa si batteva per la difesa dell’Ospedale e oggi tace e subisce passivamente questa vera e propria ingiustizia».(al.fa.)

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