Un tribunale speciale per un processo sull’uso dell’acqua

Arborea, gli esperti si confrontano sui temi idrici e ripropongono il vecchio metodo della “Rasgioni”

ARBOREA. La gestione dell’acqua tra esigenze dell’agricoltura, dei cittadini e dell’ambiente. È il tema dell’importante incontro organizzato dal Nucleo Ricerca Desertificazione dell’Università di Sassari, per discutere di acqua in una realtà agricola tra le più importanti dell’isola. L’incontro dal titolo “La Rasgioni: il tribunale dell’acqua” è in programma alle 17 nel teatro parrocchiale e coinvolgerà i rappresentanti delle istituzioni locali e regionali e le più rappresentative aziende locali.

Un tema importante quello dell’acqua, che verrà affrontato con uno stile davvero originale: quello di una sorta di processo, per la precisione la “rasgioni”. «Come in tutte le società di tradizione orale, anche in Sardegna hanno operato per secoli forme di gestione dei conflitti che, per evitare il ricorso alla violenza, articolavano procedure accurate per la risoluzione rapida e pacifica delle controversie – spiegano gli organizzatori –. La Rasgioni è una di tali forme, operante in Gallura fino a circa cinquant’anni fa, la cui peculiarità stava nel ripristino delle relazioni precedenti il conflitto, condizione indispensabile per la “tenuta sociale” delle piccole comunità. Perciò la rasgioni è una procedura parallela all’apparato giuridico dello Stato e costituisce, grazie al suo carattere di dibattimento pubblico, una forma di apprendimento sociale per tutta la comunità».

L’incontro, quindi, si ispira all’antico modello per realizzare un’occasione di confronto tra istituzioni, ricercatori, cittadini e rappresentanti delle realtà produttive attorno ai temi della gestione delle risorse idriche. Da una parte ci saranno le istituzioni, dall’altra le imprese e le associazioni. Entrambe le parti saranno rappresentate da un alligadori, un avvocato che perora le rispettive cause. Il collegio dei rasgiunanti è qui rappresentato dai ricercatori del progetto internazionale #Cadwago e del Nucleo Ricerca Desertificazione dell’Università di Sassari, coordinati dall’omu du mezzu, il giudice che emetterà la sentenza, detta dizisa se venisse accolta la richiesta di una delle parti; arrangiu, qualora venisse adottata una soluzione compromissoria.

«Così come nell’antica Rasgioni l’evento è pubblico, il che ne rafforza la natura teatrale e apre uno spazio di apprendimento sulle complessità, le incertezze, le interdipendenze e le controversie delle relazioni tra istituzioni e mondo imprenditoriale relativamente alla governance dell’acqua in un contesto di adattamento al clima», spiegano gli organizzatori.

L’evento è ideato e coordinato da Sante Maurizi, ma parteciperanno nel ruolo di Ommu di mezzu, Simone Sassu Giudice Onorario, di Alligadori Pier Paolo Roggero e Giovanna Seddaiu dell’Università di Sassari. Come Testimoni delle Istituzioni ci saranno: Marina Montedoro, esperto del ministero per le Politiche Agricole, Elisabetta Falchi, assessore regionale all’Agricoltura, Nicola Sanna, Presidente dell’Egas, Manuela Pintus sindaco di Arborea, Andrea Motroni del Servizio Agro Meteo, Maria Antonietta Dessena, Francesca Piras, Paola Buscarinu dell’Enas, Serafino Meloni del Consorzio di Bonifica

dell’Oristanese, Alberto Manca della Laore. Come “testimoni imprenditori” ci saranno la Cooperativa Produttori, la Cooperativa 3A, Nieddittas, la sezione della Lipu di Oristano. Della giuria inoltre faranno parte illustri rappresentati di università e istituti di ricerca italiani e stranieri.

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