Via Littorio a Cuglieri, partigiani in rivolta: «Apologia del fascismo»

L’Anpi: nome fuorilegge, la giunta cambi l’intestazione. Il sindaco Andrea Loche: è storia, un errore cancellarla

CUGLIERI. «Quella strada non può più chiamarsi "via Littorio": è apologia del fascismo, dunque, fuorilegge. Cambiate l'intestazione con una delibera della giunta». In sintesi è stata questa la richiesta dell'Anpi, l'Associazione nazionale partigiani d'Italia. Che più di due mesi fa (la prima lettera risale al 21 settembre) aveva inviato, per posta elettronica certificata, una richiesta ufficiale al sindaco di Cuglieri Andrea Loche, senza ottenere risposta.

Carla Cossu, presidente della sezione provinciale dell'Anpi, racconta. «Avevamo ricevuto diverse segnalazioni da cittadini di Cuglieri su questa anomalia: l'esistenza di una via del paese ancora intitolata al simbolo del fascismo per antonomasia, il littorio, appunto».

La legge italiana, fin dal 1952, vieta non solo la ricostruzione sotto qualsiasi forma del disciolto partito fascista, ma anche «la pubblica esaltazione di esponenti, principi, fatti o metodi del fascismo, oppure le sue finalità anti democratiche – spiega Cossu – e l'apologia del fascismo assume rilevanza penale: viene punita con sanzioni detentive e la pena accessoria dell'interdizione dai pubblici uffici».

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«Non c'è alcuna apologia del fascismo e nel caso, cancellare o peggio, nascondere la memoria, sarebbe un errore: i nostri figli devono conoscere la nostra storia, anche attraverso il nome di una via». Raggiunto al telefono, il sindaco, Andrea Loche, non ha difficoltà a parlare di un caso per lui "inesistente”.

Dice: «Difficilmente cambieremo il nome di quella via: invece di un beneficio potremo procurare disagi ai residenti, che si troverebbero costretti ad affrontare una serie di problemi burocratici, come il cambio del codice Inps o dell'intestazione della partita Iva. E poi, nessun abitante di via Littorio ci ha mai posto fra le priorità una nuova intestazione della via». Ed aggiunge: «Non abbiamo risposto alle note dell'Anpi perché oberati da una serie di urgenze. Lo faremo presto, con la relazione di uno storico al quale abbiamo girato il quesito, che chiarisce che non stiamo affatto compiendo reato di apologia del fascismo».

Il primo cittadino di Cuglieri parte da lontano per spiegare che «Littorio è un nome che risale alla civiltà romana. Dalle informazioni che ho ricevuto, la via si chiama così non in ricordo del fascismo ma della nave Littorio, la corazzata che alla fine della Seconda guerra mondiale venne fatta demolire dagli alleati. Insomma: non si tratta di apologia, ma di storia».

Peccato che, come chiarito nelle lettere inviate dall'Anpi al Comune, la nave Littorio venne ribattezzata Italia il 30 luglio 1943: cinque giorni dopo la seduta del Gran Consiglio che aveva destituito Mussolini. Passaggio storico che forse, finora era sfuggito al Comune.

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