pesaria

Sono arrivate le transenne, dodici case sono inaccessibili

ORISTANO. Una gabbia che somiglia a un carcere. Dodici famiglie, che assieme contano quaranta residenti nella zona di Sa Mestia a Pesaria, avranno l’impressione di trovarsi agli arresti domiciliari....

ORISTANO. Una gabbia che somiglia a un carcere. Dodici famiglie, che assieme contano quaranta residenti nella zona di Sa Mestia a Pesaria, avranno l’impressione di trovarsi agli arresti domiciliari. Anzichè le già temute e contrastate transenne, la zona in cui dev’essere demolito con cariche esplosive un vecchio serbatoio dell’acqua è stata addirittura recintata con una sorta di gabbia che impedisce il passaggio non solo alle auto, ma persino alle persone.

E così chi abita in quelle dodici case si trova all’improvviso a dover cercare un percorso alternativo che, al momento, non esiste. C’è un’altra strada che somiglia più a un cammino di guerra o a una mulattiera che a una strada dissestata di campagna, per cui è facile immaginare in che condizioni si trovi. Di sicuro non è transitabile in auto e per percorrerla a piedi bisogna attrezzarsi con indumenti da agricoltura.

Sembrerebbe un episodio grottesco, con il Comune e Abbanoa che si rimpallano le responsabilità e si lanciano accuse reciproche, ma chi abita a Sa Mestia ha ben poca voglia di ridere.

Ancora ieri sera, il sindaco e l’assessore Efisio Sanna hanno cercato una mediazione provando a contattare direttamente i vertici di Abbanoa chiamata dal Comune ad eseguire l’intervento di demolizione della vecchia cisterna e a mettere in sicurezza la zona in previsione dell’intervento. Non sono però riusciti ad avere un colloquio risolutore, per cui tutto è rimandato a oggi. Questo non ha impedito che ancora ieri i due enti si scontrassero.

L’antefatto è la doppia ordinanza del Comune, firmata dallo stesso Guido Tendas e dal comandante della polizia locale Rinaldo Dettori, con la quale si imponeva ad Abbanoa la demolizione del serbatoio ex Esaf inutilizzato da anni dal quale sporgono ferri e che è a rischio per la caduta di calcinacci. Essendo inutilizzabile, si è deciso di chiederne l’abbattimento contemporaneamente alla messa in sicurezza della zona sino a operazioni terminate. Fatto sta che Abbanoa ha eseguito alla lettera quanto richiesto dal Comune per evitare problemi legali nel caso in cui avvengano incidenti. Ma il Comune chiede «Solo un po’ di buon senso. Bastava qualche colloquio e si sarebbe evitato ogni problema, perché l’ordinanza era da applicare con ragionevolezza,

ancor più perché non si conoscono i tempi dell’intervento. Se l’ordinanza fosse stata categorica, avremmo obbligato Abbanoa ad intervenire entro 48 ore», afferma l’assessore Efisio Sanna.

Intanto il problema resta. Oggi è un altro giorno e si vedrà che succede.

Enrico Carta

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