Quasi 2mila ettari in fumo E arrivano le polemiche

I roghi di venerdì hanno colpito soprattutto Ardauli, Sorradile e Nughedu Da anni ai Comuni è proibito realizzare strade rurali utilizzabili per l’antincendio

ARDAULI. Il giorno dopo è quello della conta dei danni. E delle polemiche. Succede sempre così, dopo gli incendi: ore e ore di lotta furibonda di un apparato imponente messo in scacco dai soliti ignoti. Ardauli, Sorradile, Nughedu Santa Vittoria, ma anche Paulilatino e Bonarcado e Neoneli ieri sono stati teatro della bonifica dei roghi che nella giornata di venerdì, ma fino alla notte, hanno complessivamente percorso quasi duemila ettari. Cinque elicotteri, due Canadair, un Super Puma, centinaia di uomini a terra: Ente Foreste, Vigili del fuoco, Forestale, Barracelli, volontari. Con loro, carabinieri, amministratori comunali e tanti cittadini.

Il fatto è che è la storia di un disastro annunciato. Ardauli paga un prezzo consistente ad una follia che nessuna campagna di sensibilizzazione gestita da Regione, Comuni e soggetti vari, è riuscita a fermare. Attraverso gli anni e i morti e le devastazioni. Anche gli incendi di ieri sono dolosi. Quelli di Ardauli certamente: due focolai partiti simultaneamente, un terzo poco dopo. Ad Ardauli, i due elicotteri e i Canadair che ieri impegnati nella bonificai (a Paulilatino l’allarme era cessato in serata), estesa anche a Sorradile, hanno fatto i conti con 800 ettari bruciati. Sono andate perse case rurali, sono morte cinquanta pecore: alcune arrostite dalle fiamme, altre ferite irrimediabilmente, tanto che ne è stato disposto l’abbattimento. C’è stato anche il pericolo di evacuazione – così come a Sorradile – l’amministrazione lo aveva predisposto, ma non è stato necessario attuarlo. Il vice sindaco Marco Deiana (fuori per ferie ma incollato al telefono il sindaco Roberto Putzolu) ieri ha ripercorso le campagne. Dopo aver ringraziato i tantissimi volontari venuti anche da Neoneli, ha rimarcato quello che va dicendo da tempo. «Abbiamo perso un patrimonio inestimabile di alberi secolari. Da anni chiediamo alla Regione e alla Forestale l’autorizzazione per realizzare strade di penetrazione agraria. Puntualmente ci vengono negate per questioni di tutela ambientale, soprattutto legate agli alberi. Poi succede che gli incendi li devastino. Anche ieri ci è stato detto che era difficile raggiungere i posti, e indovini perché? Perché non ci sono strade». Un corto circuito istituzionale, al quale

sono immuni invece i piromani, che sembrano perfettamente a loro agio anche tra terreni impervi. «Le fiamme hanno fatto piazza pulita della zona di Muruddu, vicino alle domus de janas. Ora si possono visitare bene», commentava amaro il sindaco. Magra consolazione.

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