La torre spagnola passa al Comune e diventa un museo

Accordo tra l’amministrazione e la conservatoria delle coste Nel simbolo di Torregrande anche mostre e una caffetteria

ORISTANO. La torre spagnola di Torregrande sarà la sede del museo regionale delle torri costiere. Salvo imprevisti, dal prossimo marzo la torre sarà finalmente aperta al pubblico con una nuova veste. Oltre al museo, infatti, avrà altri spazi per mostre temporanee, mentre, la splendida terrazza, ospiterà una caffetteria. È tutto contenuto nell’accordo siglato dal sindaco, Guido Tendas, e il commissario della Conservatoria delle coste, Giorgio Onorato. Ieri mattina, sono stati illustrati i termini dell’accordo che permetterà la valorizzazione del monumento che sovrasta il lungomare della borgata, dichiarato “bene di particolare interesse culturale” dal ministero dei Beni culturali e ambientali.

Il museo vero e proprio, con l’esposizione dei materiali della collezione “Monagheddu-Cannas” con i 22 modelli in scala 40 che riproducono le torri costiere sarde, da diversi anni custoditi in un magazzino e dunque, non più accessibili al pubblico, sarà ospitato all’interno del seminterrato della torre.

Secondo la convenzione stipulata fra il Comune e la Conservatoria, sarà assicurato l’accesso al pubblico da marzo a ottobre, ma non è esclusa la possibilità di estendere ulteriormente l’apertura al pubblico anche per ospitare eventi ed iniziative.

«Per molti anni la torre è stata visibile al pubblico solo all’esterno e solo occasionalmente ha ospitato mostre e convegni – ha spiegato ieri mattina il sindaco – attraverso questo accordo cerchiamo di gettare le basi per restituire il monumento alla piena fruizione degli oristanesi e dei turisti che potranno conoscere una struttura la cui costruzione, voluta da Carlo V, risale al 1535».

Anche il commissario della Conservatoria delle torri si è espresso positivamente su un progetto che, come ha spiegato, da un seguito ai numerosi interventi di ristrutturazione che hanno interessato la torre. L’apertura al pubblico, ha spiegato, è tuttavia legata alla realizzazione di piccoli interventi che rendano, come indicato dai vigili del fuoco, la struttura più sicura ed accessibile, considerato ad esempio che l’unica via d’accesso è la scala, piuttosto stretta e ripida.

Con questo accordo la borgata marina accrescerà l’offerta turistica, valorizzando uno dei monumenti più interessanti delle coste isolane.

Inizialmente chiamata “torre del puerto de Oristan”, solo in epoca sabauda assunse la denominazione di Gran torre, dando così il nome alla borgata turistica. Una curiosità: il faro continuerà a funzionare. In questo modo, la torre-museo, manterrà la sua funzione di “semaforo” costiero.

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