Incendi vicino alle case, condannato a 28 mesi

Terralba, il 29enne Antonio Dessì era stato bloccato all’inizio di giugno Era accusato di aver appiccato il fuoco in alcune zone periferiche del paese

TERRALBA. Fuoco, fiamme e condanna. Per il giovane Antonio Dessì, 29 anni, il processo si chiude con una pena di due anni e quattro mesi che arriva qualche mese dopo l’arresto in flagranza deciso al termine di indagini serrate e di giorni in cui, a ripetizione, le case alla periferia di Terralba erano state minacciate da una serie di roghi. Le squadre dei vigili del fuoco e soprattutto della Stazione del Corpo Forestale di Marrubiu, dopo essere state impegnate per spegnere gli incendi, avevano avviato una serie di accertamenti che dovevano servire a smascherare il piromane. Il fatto che questi agisse senza un disegno ben preciso, avviene nella maggior parte dei casi, aveva messo in difficoltà gli inquirenti. Gli appostamenti, alla fine, diedero i loro frutti anche grazie a una segnalazione. Una bicicletta sospetta era stata notata tra Pauli Ginevre e Paulis Sa Ussa, in una zona vicina a quella in cui si era scatenato l’ennesimo rogo. Seguendo quella traccia, gli agenti erano arrivati sino ad Antonio Dessì. Muovendosi con discrezione l’avevano sorpreso poi nella località Fangariu. Una volta scoperto aveva tentato una breve fuga per le campagne, ma in pochi attimi fu fermato e quindi arrestato.

L’8 giugno, giorno successivo alla cattura, era già in tribunale per la direttissima, che però si è conclusa solamente nei giorni scorsi. Ovviamente c’era da rispettare la procedura penale e, una volta convalidato il fermo su richiesta del pubblico ministero Marco Ulzega, l’avvocato difensore Carlo Barberio aveva chiesto i termini a difesa. Successivamente il legale aveva optato per la celebrazione del processo con rito abbreviato che si è concluso con il giudice Enrica Marson che ha deciso per la condanna a due anni e quattro mesi.

Antonio Dessì ha sempre detto di non essere l’autore degli incendi e che fosse una casualità il fatto che si trovasse a passare di lì proprio nel momento in cui scoppiava l’ennesimo rogo – in quei giorni di giugno se ne contarono almeno mezza dozzina –. Una versione non ritenuta valida dal giudice che ha accolto la richiesta di condanna formulata dal pubblico ministero.

Quello di Antonio Dessì è stato il primo dei due arresti effettuati dal Corpo Forestale durante

l’estate in provincia. Nelle scorse settimane le manette erano scattate per il pensionato di Mogoro, Terenzio Garau. Per quest’ultimo il processo per direttissima non si è ancora concluso. È accusato di aver appiccato alcuni roghi tra Pabillonis, Guspini, Terralba, San Nicolò Arcidano e Mogoro.

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