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La Asl 5 isola felice delle vaccinazioni

Territorio in controtendenza rispetto al dato nazionale: sempre più bambini vengono sottoposti alla profilassi

ORISTANO. L’organizzazione mondiale della Sanità ha definito i vaccini la più grande scoperta medica dell’umanità. La vaccinazione ha salvato e salva milioni di vite umane, ha ridato speranza a tantissimi bambini, ha reso le ultime generazioni sane eradicando patologie mortali o altamente invalidanti. E in un momento in cui il trend nazionale delle vaccinazioni è in allarmante calo, addirittura sotto la soglia di guardia del 95 per cento, Oristano è una vera e propria isola felice. Perchè sono sempre più numerosi i bimbi che vengono vaccinati nel territorio che fa capo alla Asl 5, e che copre per intero gli 88 centri della provincia. Lo ha ricordato qualche giorno fa, nel corso di un convegno promosso dalla Federazione nazionale degli ordini dei medici e dall’Ordine dei medici della Asl, il responsabile delll’unità operativa di prevenzione vaccinale della stessa Azienda, Antonio Serra. Il convegno era rivolto ai medici di igiene pubblica, medicina generale e pediatri di libera scelta.

Sono percentuali importanti, quelle che riguardano l’oristanese. I dati riguardano i nati nel triennio 2011-2013. E il 2013 l’ultimo anno di riferimento per la rilevazione a 24 mesi di distanza dalla vaccinazione. Ed è nel 2013 che la percentuale dei bambini che hanno fatto il vaccino esavalente (contro poliomielite, difterite, tetano e pertosse, epatite B e haemophilus B, un batterio responsabile della meningite), ha toccato il 99,04%. Una percentuale altissima, superiore al dato dell’anno precedente, comunque alto: 97,63%, mentre nel 2011 la percentuale era del 97,3%. Nello stesso 2013 il 98,46% dei piccoli è stato vaccinato contro il pneumococco; nel 2012 la percentuale dei vaccinati era stata del 96,49% e nel 2011 era stato del 96,2%. Il dottor Serra ha sottolineato l’estrema positività di queste percentuali che consentono alla provincia di raggiungere la cosiddetta “immunità di gregge: che consente di proteggere anche quella parte di popolazione, bassissima, che non può vaccinarsi per questioni di salute. Oristano all’avanguardia: la soglia del 95%, non è stata raggiunta a livello nazionale, essendosi fermata al 93 per cento per i vaccini contro polio, difterite, tetano, pertosse, epatite B e haemophilus B.

A questo dato positivo si associa quello sulle vaccinazioni raccomandate: il vaccino antimorbillo, parotite e rosolia morbillo, parotite e rosolia è stato somministrato all'87,53% dei piccoli nel 2012, mentre l'anno successivo è salito al 93,28%; quello per la varicella nel 2012 aveva interessato l'80,52% dei bambini, mentre nel 2013 è arrivato al 92,52%. Per quanto riguarda il meningococco C, si è passati dal 79,28 del biennio 2012-2013 all’82,16%. Molto più indietro il dato nazionale: per quanto riguarda morbillo, parotite e rosolia nel 2013 è stato vaccinato l’85 per cento dei bambini, e del 76 per cento per il meningococco C.

All’incontro hanno partecipato il professor Paolo Castiglia, ordinario di Igiene all’Università di Sassari, e la direttrice Servizio di Igiene pubblica della Asl 5. Cosa dire ai genitori preoccupati, e a quelli che scelgono di non vaccinare i propri figli? «È importante che i genitori, di fronte alla scelta

dei vaccini, non si affidino al passaparola – sottolinea Serra – ma consultino i professionisti del settore. Non si dovrebbero mai compiere scelte sulla base di convincimenti che non hanno un fondamento scientifico e che mettono a repentaglio la salute dei propri figli e della comunità».

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