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Carabinieri infedeli a giudizio le indecisioni del testimone

MOGORO. Carabinieri infedeli. Sei anni dopo l’avvio dell’inchiesta una parte del procedimento è ancora in piedi. Si prova a correre verso la sentenza e il 14 febbraio è in programma una nuova udienza...

MOGORO. Carabinieri infedeli. Sei anni dopo l’avvio dell’inchiesta una parte del procedimento è ancora in piedi. Si prova a correre verso la sentenza e il 14 febbraio è in programma una nuova udienza contro due militari in servizio, sino a qualche anno fa, alla Compagnia di Mogoro. Secondo il pubblico ministero avrebbero appositamente costruito prove false per incastrare persone che poi avrebbero portato di fronte ai giudici accusandole di vari reati. Per farlo si sarebbero serviti della compiacenza di investigatori privati o di semplici conoscenti.

Il caso esplose quando furono proprio i loro colleghi carabinieri, che, nel nome del rispetto che devono alla divisa e ai cittadini che servono, compirono il blitz che portò alle misure di custodia cautelare. Da allora varie vicende processuali si sono dipanate dall’unica inchiesta. Di fronte al collegio del tribunale presieduto dal giudice Carla Altieri, a latere i giudici Enrica Marson e Maurizio Lubrano, ci sono il maresciallo Mario Arnò e l’appuntato Massimiliano Mazzotta. Al primo vengono contestati i reati di calunnia di estorsione, falso e detenzione di droga. Quest’ultima imputazione invece non riguarda Massimiliano Mazzotta. Sono i reduci del gruppo di militari, tra i quali l’allora comandante della Compagnia, capitano Renè Biancheri. Mario Arnò è difeso dall'avvocato Veronica Dongiovanni, Massimiliano Mazzotta dall’avvocato Franco Villa, mentre gli avvocati Rossella Oppo e Rita Chiara Furneri sono i legali di parte civile per conto di Ugo Zucca e Massimiliano Stella, due delle persone danneggiate dalla condotta disinvolta dei militari.

Proprio del caso di Massimiliano Stella si è parlato ieri. L’arresto avvenuto a Baressa è tra quelli

illuminanti sulla condotta dei carabinieri infedeli. Il pubblico ministero Marco Ulzega ha ultimato l’audizione dei testimoni dell’accusa con uno dei coimputati, Cristian Vacca di Baressa, giudicato separatamente per false dichiarazioni al pubblico ministero, ieri è stato alquanto indeciso.

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