Maltrattamenti e abuso sessuale, cinque anni al compagno violento

Gli episodi accaduti in un paese dell’hinterland: ora la donna vive in un istituto coi suoi tre bambini Aveva denunciato una serie di soprusi durati diversi anni: fu anche gettata fuori dall’auto in corsa

ORISTANO. È rimasta in silenzio per tantissimo tempo. Quando il dolore non poteva più essere contenuto aveva denunciato il suo ex compagno che ieri è stato condannato a cinque anni col rito abbreviato. Maltrattamenti in famiglia e abuso sessuale nei confronti di colei che aveva scelto di vivere al suo fianco: questo recitava il capo d’imputazione con le accuse che hanno trovato forza negli atti d’indagine del pubblico ministero Rossella Spano. È stata quest’ultima a chiedere la condanna a cinque anni e quattro mesi dopo la requisitoria che ha ripercorso le tappe di quello che somiglia tanto a un calvario vissuto all’interno delle mura domestiche e interrotto soltanto dal coraggio di denunciare.

Succede in un paese a pochi chilometri a nord di Oristano. C’è una casa come tante altre dove però la vita non scorre come in tutte le altre. Ci abitano i due compagni di vita segnati però da un cammino pieno di violenze. Ne avvengono tante e molte sono psicologiche, ma altre arrivano ad essere fisiche. Quelle violenze, secondo la donna che denuncia il marito, durano da tantissimo tempo. La coppia ha un primo figlio, ma l’inferno che ha attorno consiglia alla donna di andar via. Torna in Piemonte da dove si era trasferita proprio per vivere accanto a quell’uomo che la maltratta e un giorno sarebbe arrivato a spingerla addirittura fuori dall’auto in corsa. Nonostante tutto riesce a convincerla a tornare indietro promettendo che il passato non si ripeterà. Non sarà così. Nemmeno la nascita di altri due figli cambia la situazione, anzi, per quanto possibile la peggiora perché accanto ai maltrattamenti si aggiunge anche un episodio di violenza sessuale. Il compagno avrebbe infatti costretto la donna ad avere con lui un rapporto e quest’ultima per evitare una reazione violenta e fare in modo che i bambini che dormono non siano svegliati e costretti ad assistere all’ennesimo gesto aggressivo, decide di accettare remissivamente.

Ma forse è proprio questo il punto di non ritorno. Dopo la denuncia, alla mamma coi suoi bambini viene consentito di lasciare la casa e vivere in un istituto tramite l’allontanamento protetto. Intanto iniziano le indagini che portano prima al rinvio a giudizio e ieri alla condanna, nonostante l’avvocato difensore Giuseppe Motzo abbia ripetutamente insistito nella sua arringa sull’assenza di riscontri e di testimonianze decisive. Il processo si sarebbe basato solo sulle parole della vittima che per contro avevano quelle dell’imputato che ha anche rilasciato dichiarazioni spontanee ribandendo la propria innocenza.

Parole che non sono bastate a convincere il giudice per le udienze preliminari Silvia Palmas. Dopo due ore di camera di consiglio è arrivata la condanna con varie interdizioni e il risarcimento alla compagna che si era costituita parte civile assistita dall’avvocato Silvia Valeria Cadeddu.

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