Usi civici a Mandriola una soluzione o si pagherà

Incontro fra gli abitanti e il sindaco di San Vero Milis, Luigi Tedeschi Chi ha costruito ha acquistato con atti regolari terreni gravati dai vincoli

SAN VERO MILIS. L'irritazione è davvero tanta tra quelli che, a partire dagli anni sessanta, hanno acquistato dal Comune i terreni di Mandriola per realizzare la propria casa al mare e che adesso, con grande disappunto, scoprono di aver costruito su aree gravate da uso civico, tanto che stanno valutando la possibilità di costituirsi in un comitato e nominare un avvocato che tuteli i loro interessi. A dare la stura a un problema che rischia di tracimare, costringendo, chi non ha regolarizzato prima del 1985 con atto notarile il possesso del terreno, a sborsare altri soldi per acquistare un appezzamento di terra di pari estensione da cedere al Comune, è stata la pubblicazione dell'inventario generale delle terre civiche. Adesso, Comune e proprietari, cercano di individuare una soluzione idonea a sanare una situazione che definire intricata è un eufemismo. Ieri pomeriggio alcune decine di proprietari, nel piazzale della chiesa di Mandriola, hanno incontrato, per la seconda volta nell'arco di qualche giorno, il sindaco Luigi Tedeschi, per cercare, con il Comune, un rimedio che metta tutti d'accordo. L'incontro tra sindaco e proprietari, pur avendo avuto qualche momento in cui i toni sono saliti, non ha mai travalicato le regole del normale confronto dialettico. I proprietari hanno ribadito le loro posizioni, cioè: che hanno acquistato regolarmente quei terreni; che non intendono sborsare neppure un centesimo per rimediare a un errore commesso da altri. «Se errore c'è stato - dice Raffaele Soggiu - non lo abbiamo commesso certo noi. A questo punto, tocca a chi ha sbagliato trovare il modo per rimediare all'errore». Due i modi per sanare la questione senza penalizzare chi non ha regolarizzato l'atto entro il 1985, secondo il sindaco Tedeschi. Il primo: la Regione faccia una legge ad hoc che elimini l'uso civico su quei terreni; il secondo: gli interessati acquistino terreni di pari dimensioni da dare al Comune a titolo di compensazione. «La prima sarebbe la soluzione migliore - spiega Tedeschi -. L'altra mi pare molto più complicata». A chi gli fa notare che il Comune dispone di terre da destinare a uso civico il primo cittadino replica: «Il Comune non possiede terreni che possono essere destinati a quello scopo, e per legge non può acquistarne». «Questa situazione è paradossale - dice Aldo Romeo, rivolgendosi al sindaco -. Se non fosse preoccupante, ci sarebbe da ridere. Abbiamo realizzato le case presentando progetti regolarmente

approvati dal Comune, pagato Bucalossi, allacci e quant'altro, Imu e tasse varie e adesso ci chiedete altri soldi. Io, non vi darò neppure un centesimo». Ieri sera, per parlare degli usi civici, a Oristano c’è stato un incontro con Stefano Deliperi, del Gruppo di intervento Giuridico.

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