culture

La comunità romena celebra l’antica festa del Martisor

ORISTANO. Anche quest'anno l’associazione interculturale Italia-Romania “Cuore Romeno” Onlus di Oristano ha voluto festeggiare l’antica festa del Martisor insieme agli oristanesi. Ieri mattina un...

Anche quest'anno l’associazione interculturale Italia-Romania “Cuore Romeno” Onlus di Oristano ha voluto festeggiare l’antica festa del Martisor insieme agli oristanesi. Ieri mattina un gruppo di volontari dell’associazione ha regalato rose e cartoline a donne e ragazze per le vie del centro storico.

«Martisor è il diminutivo di marzo (significa piccolo marzo o anche caro marzo) ma è anche una sorta di portafortuna che si regala a tutte le donne ed è confezionato con fili bianchi e rossi intrecciati in un cordoncino che si lega a forma di otto e al quale si appende un ciondolo portafortuna. Le credenze popolari romene dicono che chi lo indossa al petto vicino al cuore il mese di marzo sarà fortunato e in salute per tutto l'anno - spiega Daniel Manda, presidente dell’associazione -. Nei tempi antichi, il “martisor” era fatto semplicemente di due fili di lana, uno bianco e uno rosso o nero, come simbolo delle due stagioni principali inverno ed estate. Le donne usavano confezionarlo per poi legarlo al polso e al collo dei loro figli. Inoltre, veniva legato sulle corna delle mucche o sulla porta della stalla, per proteggere la casa».

Anticamente il primo marzo era l’inizio di un anno nuovo, un momento in cui la gente aveva bisogno di proteggersi dagli spiriti maligni. Più tardi, si appese ai fili una moneta d’oro o un medaglione, con una funzione protettiva. In diversi scavi archeologici della Romania sono stati ritrovati dei martisor datati più di 6mila anni fa.

Sotto forma di piccoli sassolini di torrente, verniciati di bianco e rosso, si portavano intorno al collo appesi a un filo. Il colore rosso, quello del fuoco, del sangue e del sole, era attribuito alla vita, quindi alla donna. Invece il colore bianco, che richiama

la trasparenza dell'acqua e il bianco delle nuvole, indica la saggezza dell’uomo. «Questi colori - conclude Daniel Manda -, che adesso ritroviamo nel cordoncino del martisor, esprimono il legame inseparabile dei due principi, come il continuo movimento della materia, il ciclo della natura».

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