Diplomazia e segreti lezione per i ragazzi che sognano l’Onu

L’oristanese Alessandro Pisanu racconta il suo lavoro Le simulazioni per apprendere le relazioni internazionali

ORISTANO. In tasca il biglietto aereo e le chiavi per la stanza dei misteri della diplomazia. Davanti a sè uno stuolo di giovani studenti sempre incuriositi dalle dinamiche che regolano i rapporti tra le nazioni. Il mondo affascinante delle relazioni internazionali può anche essere spiegato come se fosse un gioco di ruolo, in cui ognuno interpreta una parte, ma ovviamente deve farlo ben sapendo che passi compiere.

Per non arrivare impreparati bisogna avere un’ottima guida, lavoro non semplice che da alcuni anni svolge l’oristanese Alessandro Pisanu diventato coordinatore operativo per il Lazio, la Sardegna e la Campania dell’Associazione Diplomatici. La situazione si ingarbuglia, ma è più lineare di quel che sembri: ci troviamo di fronte a un’organizzazione non governativa che ha status consultivo nei confronti dell’Onu. Insomma, si vola sino ai piani alti della diplomazia mondiale con la quale si intrattengono rapporti che mirano a indirizzarne le politiche a seconda delle priorità individuate dai componenti dell’Associazione Diplomatici.

Se le missioni a New York restano al vertice della sua attività, il trentenne Alessandro Pisanu trascorre gran parte delle giornate lavorative in patria a spiegare alle giovani leve il meraviglioso mondo delle relazioni internazionali. «L’attività principale è quella di formare gli studenti – spiega –. Organizziamo simulazioni di lavori all’interno di organismi politici complessi come possono essere l’Onu, il Parlamento Europeo o la Commissione Europea. Il reclutamento avviene attraverso i canali tradizionali delle scuole e alle nostre attività partecipano studenti delle medie, delle superiori e delle università». Il più grande evento si svolge a New York e in quella sede, esattamente come i diplomatici di professione, «i ragazzi fingono di essere ambasciatori che devono risolvere attraverso complesse mediazioni un problema simulato».

Bello, bellissimo ma per farlo bisogna staccarsi dalla Sardegna. «È stata una sfida che ho accettato ben sapendo che avrei dovuto affrontare il distacco dalla mia terra, ma è un lavoro molto vario e stimolante – prosegue Alessandro Pisanu –. Dà l’opportunità di confrontarsi col mondo dei giovanissimi e di afferrare assieme a loro certe dinamiche sociali e, in più, consente di viaggiare spesso, cosa che certamente non si può dire che sia un dispiacere».

Del resto la Sardegna, in un campo del genere, avrebbe offerto davvero poche possibilità e allora bisogna anche avere il coraggio di guardare un po’ più in là del solito orizzonte: «Il distacco non è totale, dal momento che sono il responsabile delle attività anche nella mia terra alla quale mi lega quindi il lavoro. Non vedo comunque il fatto

di risiedere a Roma come una costrizione e del resto ciò che insegniamo ai ragazzi che partecipano alle nostre attività è proprio quello di essere cittadini del mondo». E allora biglietto in tasca per il prossimo volo tra palazzi di vetro, giacche e cravatte. Laggiù verso il mondo che decide.

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