L’attentato al veterinario, assolto un allevatore

Suni, al processo per la bomba contro Elia Vacca prosciolto il presunto mandante Assolti altri due imputati accusati di riciclaggio di bestiame. Una prescrizione

SUNI. Dodici anni dopo l’attentato che devastò la casa del veterinario di Suni Elia Vacca, si è concluso con tre assoluzioni e una prescrizione il processo nei confronti di quattro persone, una sola delle quali, però, imputata di aver commissionato la bomba che la notte di San Silvestro del 2005 distrusse la casa del professionista. Ieri il tribunale di Oristano (presidente Carla Altieri, giudici Mereu e Marson) ha assolto l’allevatore Mariano Salvatore Chessa, 50 anni di Sindia e residente a Sennariolo, dalle accuse più pesanti: l’attentato di Capodanno alla casa della famiglia Vacca, il tentativo di incendio dell’auto del veterinario risalente a due giorni prima, quindi il riciclaggio di bestiame rubato. Chessa era difeso dall’avvocato Franco Luigi Satta. Assolto anche l’allevatore e commerciante di bestiame Dino Fadda, 49 anni di Abbasanta – difeso dagli avvocati Antonello Spada e Lorenzo Soro – imputato di riciclaggio di bestiame rubato, stesso reato contestato al veterinario Francesco Carta, 61 anni di Dualchi, in servizio alla Asl di Macomer, difeso dagli avvocati Basilio Brodu e Daniela Masala, anche egli assolto. Assolto, perchè il reato di falso di cui era imputato è stato dichiarato prescritto, il veterinario di Macomer Mariano Barria, di 63 anni: il suo difensore, l’avvocato Gianluigi Mastio, aveva chiesto che il tribunale si pronunciasse nel merito. Ma il collegio aveva già manifestato, nelle scorse udienze, l’adesione all’orientamento della giurisprudenza: in caso di prescrizione dei termini, l’esame della posizione dell’imputato nel merito è ammessa solo quando al giudice non sia richiesta alcuna valutazione ma una semplice attività di percezione delle prove. Ossia una semplice constatazione di un elemento talmente evidente da non richiedere alcuna attività di esame ulteriore da parte dei giudici.

Il tribunale ha accolto le tesi della difesa. Il pubblico ministero Marco Ulzega aveva chiesto la condanna a 8 anni e 7mila euro di multa per Chessa, quattro anni e 8milamila eurodi multa per Dino Fadda. Per Francesco

Carta, aveva chiesto l’assoluzione; il non luogo a procedere per intervenuta prescrizione per Mariano Barria.

L’attentato al veterinario Elia Vacca, a oggi, non ha colpevoli. E non ci fu riciclaggio di vitelli rubati, del cui furto, peraltro, non c’era traccia negli atti del processo.

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