Una bicicletta e una tenda alla scoperta dell’Europa

Il meraviglioso viaggio di Mauro Abbate: 9.200 chilometri sulle due ruote Il giovane oristanese racconta la sua straordinaria esperienza di vita

ORISTANO. Imbottigliato nel traffico milanese, il cielo sembra sempre lo stesso. I giorni si susseguono ripetitivi: casa, lavoro, palestra, casa. Mauro Abbate, 28 anni di Oristano, si sentiva intrappolato in quella routine da programmatore informatico dove ogni giorno sembra la fotocopia in bianco e nero del precedente. Così spezza le catene, si licenzia e sale in sella alla sua bicicletta per realizzare il sogno che da troppo tempo teneva nel cassetto: attraversare l’Europa su due ruote. «A Milano facevo sempre le stesse cose nello stesso posto – racconta –. La mia vita era un susseguirsi di azioni che ormai compivo meccanicamente, come se il cervello fosse spento e lavorasse per inerzia e abitudine. Volevo cambiare, continuavo ad avere il desiderio di conoscere il mondo, di mettere alla prova le mie capacità. Facendo questo tipo di viaggio sei sempre attivo, pronto a imparare e vedere cose nuove».

È partito con la sua bicicletta arrivata a pesare 50 chili per via del carico, con la quale ha percorso circa 9.200 chilometri di un viaggio appassionante, i cui unici compagni erano la natura e la voglia di conoscere. Pronto a sfidare e infrangere barriere linguistiche e culturali e sfruttando la sua esperienza da triatleta e le capacità di adattamento, per sette mesi ha pedalato circa otto ore al giorno, dall’alba al tramonto, ha dormito in tenda in aperta campagna, nei boschi e mangiato con un budget di circa 5 euro al giorno grazie a un fornetto da campeggio che gli ha permesso di apparecchiare la tavola nei posti più impensati.

«Solo quando sei solo puoi entrare davvero in contatto con la cultura dei posti che visiti – racconta –. Sei libero di fermarti, di fare le tappe che vuoi. Ho avuto la possibilità di conoscere persone nuove, per un breve periodo ho viaggiato insieme a due cicloturisti francesi e ho assaporato con gioia l’ospitalità delle persone nei diversi posti che ho visitato».

Attraverso la costa ligure è arrivato fino a Marsiglia. Poi ha percorso la Spagna fino alla Punta de Tarifa, il Portogallo dove ha toccato con le sue ruote l’estremità più occidentale d’Europa, Cabo de Roca, per poi ritrovarsi ancora nelle terre del nord di Spagna e Francia e concludere il suo viaggio in Olanda ad Amsterdam. «Prima di partire la mia idea era di percorrere 15mila chilometri seguendo la costa per arrivare ai punti più estremi d’Europa – ricorda –. Ho iniziato a pedalare la scorsa primavera per sfruttare il caldo e arrivare più a nord possibile evitando l’inverno. Ma durante il viaggio ho fatto la scelta di vivere di più nei posti. Ovunque andavo c’era gente che mi aiutava ed è anche questo uno dei motivi per cui ho rallentato. Sentivo il bisogno di ricambiare questa gentilezza e così ho cucinato per chi mi ospitava e ho sostato per cinque settimane a Parigi nella comunità Les grands voisins dove si sperimenta un progetto collaborativo: lavori e in cambio hai ospitalità e cibo. Un ambiente internazionale e molto formativo dove l’unico obiettivo è il bene comune». Nella pagina Facebook “Travelling across Europe with my Bike – Mauro Abbate”, ha condiviso la sua esperienza creando un diario di bordo che racconta la storia di un viaggio

mozzafiato che, forse, non si è davvero concluso: «Tra i miei progetti c’è quello di raggiungere il punto più a nord d’Europa e, un giorno, di fare il giro del mondo. Ma la lontananza da casa mi ha fatto capire quanto sia legato alla mia terra. Vorrei promuovere il cicloturismo in Sardegna».

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