I Comuni uniti per la ricerca archeologica

Presentato a Siamanna il progetto, 150mila euro e un’area d’indagine di 150 chilometri quadrati

SIAMANNA. È stato presentato nel Centro Culturale locale, il progetto “Paesaggi della Bassa valle del Tirso e del Grighine: Storia e Archeologia del Territorio, Attività di Ricerca e Divulgazione”. Il progetto, curato dagli archeologi Alice Meloni e Giuseppe Maisola, avrà la durata di tre anni e sarà finanziato con fondi dell’Unione dei Comuni della bassa valle del Tirso e del Grighine (di cui fanno parte i Comuni di: Simaxis, Zerfaliu, Ollastra, Villanova Truschedu, Allai, Siamanna e Siapiccia), e comprende un’area di indagine di oltre 150 chilometri quadrati. A tenerlo a battesimo, insieme al sindaco di Siamanna Velio Melas e al presidente dell’Unione dei Comuni Nicola Cherchi, l’archeologo Alessandro Usai (della Soprintendenza dei Beni Culturali per Cagliari e Oristano) e Raimondo Zucca (Università di Sassari, dipartimento di Storia, scienza dell’Uomo e della Formazione). Zucca, nel suo intervento, ha sottolineato l’importanza e la bontà del progetto, che consentirà, attraverso l’indagine condotta sul campo, di censire e conoscere meglio i numerosi siti dell’area presa in esame. «Senza la conoscenza – ha detto Raimondo Zucca – non può esserci nulla. I paesaggi della bassa valle del Tirso, infatti, non sono soltanto le tombe dei giganti né le testimonianze nuragiche monumentali e neppure quelle romane o bizantine, ma anche quelle medioevali, e comprende un campo vastissimo di ricerca». Alessandro Usai ha sottolineato le gravi difficoltà in cui si dibattono le Soprintendenze a causa dei continui tagli ai finanziamenti. Il progetto di Alice Meloni e Giuseppe Maisola, finanziato dall’Unione dei Comuni con 150mila euro in tre anni, si articolerà su quattro punti: ricerche di tipo estensivo nel territorio; ricerche su tematiche particolari legate ai paesaggi e alla specificità del territorio; ricerche intensive su singoli siti campione; attività di divulgazione, comunicazione, fruizione e valorizzazione. Quattro ambiti fondamentali per capire quali erano le attività svolte dagli antichi abitanti dell’area, i loro stili di vita e l’organizzazione sociale che vi si teneva. «Il lavoro degli archeologi – ha detto Alice Meloni – consiste anche nel coinvolgimento dei volontari presenti nelle comunità in cui essi

operano, ed è finalizzato alla restituzione della memoria storica collettiva di quel territorio. E questo si può fare soltanto se si scende dalle cattedre e si sta in mezzo alla gente». Il progetto si avvarrà della collaborazione di altri professionisti, di studenti e volontari.

Pi. M.

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