ABBASANTA

Troppi randagi nei canili, incentivi per le adozioni

ABBASANTA. Cresce il numero dei pensionanti mantenuti dal Comune e si moltiplicano i costi di vitto, alloggio e cure veterinarie. I numeri legati al randagismo aumentano e inevitabilmente si...

ABBASANTA. Cresce il numero dei pensionanti mantenuti dal Comune e si moltiplicano i costi di vitto, alloggio e cure veterinarie. I numeri legati al randagismo aumentano e inevitabilmente si aggravano gli effetti collaterali, che oltre ai problemi di ordine igienico-sanitario legati alla loro libera circolazione, sono rappresentati dall’eccessivo carico di spese che si sobbarcano i Comuni per il ricovero nelle strutture abilitate degli animali recuperati per strada. In media il mantenimento di un cane costa circa 2,50 euro al giorno. La spesa per un singolo esemplare arriva quindi a superare i 900 euro all’anno. Fino al 31 dicembre l’ente locale doveva moltiplicare questa cifra per dodici, l’ equivalente degli amici a quattro zampe sistemati nei rifugi di Ghilarza e di Arborea. Nei primi mesi del 2017 il numero dei randagi nei canili ha già raggiunto quota quindici. Fatto un calcolo puramente teorico, il costo complessivo del servizio di custodia si aggira attorno ai 13.687 euro annui. Nel caso specifico, però, la spesa potrebbe limitarsi a “soli” diecimila euro, ossia la somma corrispondente al budget preventivato nel bilancio. La cifra è comunque ragguardevole, soprattutto considerato il fatto che è il risultato dei comportamenti poco responsabili dell’uomo. Il problema è comune a moltissime realtà dell’isola, tanto che se n’è occupata persino l’Anci Sardegna. Poco tempo fa a Santa Giusta i vertici dell’associazione e gli amministratori locali hanno cercato di prendere le misure al fenomeno e di studiare soluzioni per ridimensionarlo. Le proteste di alcuni sindaci hanno messo a fuoco le responsabilità della Regione, accusata di destinare solo le briciole alla lotta al randagismo. Ad Abbasanta non sono arrivate neppure quelle, almeno non negli ultimi dodici anni. Il sindaco ha lanciato un appello: «La Regione dovrebbe prevedere più risorse per soddisfare le esigenze di tutti i Comuni perché il problema sta comportando dei costi non indifferenti», ha auspicato Stefano Sanna. Sanna, inoltre, ha annunciato l’intenzione di promuovere una nuova campagna di adozioni sulla falsariga di quella avviata nel 2012. «All’epoca avevamo

previsto un incentivo in denaro da corrispondere in due tempi, all’atto dell’adozione e in un momento successivo. L'intenzione è di riproporre le adozioni perché i randagi continuano ad aumentare e di conseguenza anche le spese. Inoltre pensiamo a una collaborazione con la Assl».(mac)

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