Bonarcado, attentato al centro di accoglienza integrata

La struttura appena rilevata dalla coop Il Seme danneggiata da bombolette incendiarie

BONARCADO. Un attentato incendiario contro l’idea di avviare un nuovo modello sociale di accoglienza integrata, che mette insieme persone di aree svantaggiate con i migranti. Nel mirino è finita la struttura sopra la basilica di Bonarcado, sorta come un centro benessere con un corpo centrale e una trentina di bungalow realizzata negli anni ’90 con i fondi della legge 28 ma mai entrata in funzione e abbandonata.

Questa struttura è stata rilevata proprio sabato scorso dalla Cooperativa il Seme, che nella provincia di Oristano gestisce 13 dei 15 centri di accoglienza per migranti. All’acquisto ha partecipato anche l’azienda Columbargia. L’obiettivo è proprio quello di aprire con la comunità una strada per un tipo di accoglienza condivisa, che contempla anche la possibilità d realizzare un centro Sprar, per il quale è iniziata da poco l’interlocuzione con l’amministrazione comunale.

È bastato che i responsabili del Seme arrivassero con alcuni volontari – anche di Bonarcado – e alcuni migranti ospiti di altre strutture per iniziare a dare una ripulita alle erbacce, per scatenare reazioni scomposte via Facebook. Qualcuno ha filmato i volontari all’opera e ha messo il video in rete, intillando l’ipotesi che nel centro si stesse realizzando un centro di prima accogliendo. Ieri l’attentato.

«Questo ci spinge a cercare ancora di più la condivisione con la comunità di Bonarcado per spiegare cosa vogliamo fare e come», ha sottolineato Antonello Comina, del Seme. Il sindaco Franco Pinna è stato subito informato. «Si tratta di un gesto inqualificabile, frutto

della mancata conoscenza della realtà. Siamo disponibili ad ascoltare i nuovi proprietari e sul tipo di intervento che intendono realizzare. Avevamo appena iniziato a parlarne. Ci dispiace molto, Bonarcado ha una tradizione di ospitalità». Del fatto sono stati informati anche i carabinieri.

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