Una rete del gas per il centrosud sardo

La Società gasdotti Italia ha presentato il progetto al Servizio valutazioni ambientali dell’assessorato regionale

ORISTANO. Non sarà il Galsi (e di certo avrà un impatto ambientale minore), ma la rete di gas naturale che si delinea, in questa prima fase solo per il sud Sardegna, potrebbe rappresentare un valido aiuto per le imprese che chiedono sempre con grande insistenza energia a costi competitivi.

Nei giorni scorsi la Società Gasdotti Italia Spa. ha depositato, negli uffici del Servizio delle valutazioni ambientali (Sva) dell’assessorato regionale della Difesa dell’ambiente, l’istanza di Valutazione di impatto ambientale per il progetto denominato: “Sistema trasporto gas naturale Sardegna- Sezione centro sud”.

Un progetto che riguarda le province di Oristano e Sud Sardegna, oltre alla Città metropolitana di Cagliari. In provincia di Oristano i Comuni interessati al progetto, oltre a quello capoluogo, sono quelli di Palmas Arborea, Santa Giusta, Marrubiu, Uras e Mogoro. Scendendo verso sud gli altri centri coinvolti sono Pabillonis, Sardara, San Gavino Monreale, Villacidro, Serramanna, Villasor, Decimoputzu, Villaspeciosa, Vallermosa, Siliqua, Musei, Domusnovas, Villamassargia, Iglesias, Carbonia, Decimomannu, Uta, Assemini, Capoterra, Sarroch, Sestu, Selargius, Monserrato.

Sono quindi complessivamente interessati 29 Comuni. «Il tracciato della condotta - spiega la relazione tecnica al progetto - si estende per una lunghezza di circa 195 chilometri ed e costituito dalle dorsali principali, dalle bretelle e dagli allacci. In particolare il tracciato e suddiviso in 7 tronchi».

Il progetto include 3 impianti di entry point per l’immissione in rete del gas naturale (Oristano, Sarroch, Cagliari-Macchiareddu); un ulteriore possibile entry-point a Portoscuso; impianti di derivazione per la successiva estensione della rete di trasporto; impianti di consegna per l’allacciamento alle reti cittadine di distribuzione (Monserrato, Oristano, Assemini-Macchiareddu e Carbonia-Portoscuso).

Il Piano energetico approvato dalla Regione nel 2016 considera il Gas naturale liquefatto come elemento strategico per l’approvvigionamento energetico dell’isola. Un approvvigionamento da realizzare attraverso «la realizzazione di rigassificatori di piccola taglia nei principali approdi industriali della Sardegna, quali Porto Torres, Oristano e Sarroch» per alimentare gli ambiti territoriali Nord, Centro e Sud della Sardegna.

Nel porto industriale di Santa Giusta Oristano c’è già il via libera per la realizzazione di due depositi costieri di Gnl: quello della Edison e quello della Higas, mentre per un terzo progetto, presentato dalla Ivi petrolifera (che nell’area ha già una struttura di stoccaggio di idrocarburi) ha subito uno stop dal Comune di Santa Giusta per alcuni problemi di natura urbanistica.

Società gasdotti Italia ha inserito nel proprio Piano di sviluppo il progetto di un «sistema di trasporto gas Sardegna nel quale i tre siti saranno collegati da una rete di metanodotti che seguira una dorsale Nord-Sud da Porto Torres a Sarroch, con l’innesto di una ulteriore bretella da Oristano nei pressi di Palmas Arborea».

In aggiunta alle dorsali altre bretelle di collegamento e di allacciamento forniranno gas naturale alle principali aree urbane ed industriali della Sardegna: Sassari città, Macomer, Ottana-Nuoro, Oristano città, Cagliari città, Macchiareddu e Assemini, Carbonia, Portoscuso e Portovesme.

«Saranno possibili - si legge ancora nella relazione tecnica presentata alla Regione per la Valutazione

di impatto ambientale - in successive fasi, estensioni di bretelle e collegamenti per alimentare altre aree urbane lungo le dorsali e l’area di Olbia per ulteriori 170 km circa».

Un intervento il cui costo totale è stimato in oltre 130 milioni di euro.

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