Presentata la dorsale del gas ma i sindaci danno forfait

Incontro pubblico nell’aula della Provincia con i responsabili della Società gasdotti Italia Un intervento da 400 milioni di euro: partecipano solo i primi cittadini di Santa Giusta e Marrubiu

ORISTANO. Un’impresa privata presenta un il progetto per la realizzazione di un gasdotto da Cagliari a Oristano, che in questa provincia toccherà i territori di sette Comuni: ci sarebbe da aspettarsi una partecipazione massiccia delle amministrazioni locali e tanta curiosità per andare a indagare i particolari di un intervento che è già all’esame del Servizio valutazioni ambientali della Regione. Invece ieri pomeriggio nella sala consiliare della provincia solo due amministrazioni comunali si sono presentate (con il sindaco o con un assessore) all’incontro pubblico durante il quale sono stati illustrati i dettagli del progetto della Dorsale sarda del gas naturale. Si è parlato di tempi previsti, tracciati, fabbisogno di gas e investimenti. In platea sindacalisti, rappresentanti dell’associazione industriali, del Consorzio industriale, imprenditori e semplici cittadini. La rete toccherà i Comuni di Oristano, Palmas Arborea, Santa Giusta, Marrubiu, Uras, Mogoro. Ad ascoltare i tecnici della Società gasdotti Italia c’erano solo il sindaco di Santa Giusta, Antonello Figus, e quello di Marrubiu, Andrea Santucciu, insieme a un assessore.

Eppure si tratta di un intervento infrastrutturale importante che, nella fase di cantiere, inciderà in maniera consistente sul territorio. Dovranno essere posati, lungo i 48 chilometri di sviluppo della rete in provincia di Oristano, tubi in acciaio del diametro di 40 centimetri, interrati e protetti in una fascia di lavoro di una ventina di metri che, una volta terminato l’intervento, sarà completamente ripristinata.

A una distanza di 25 metri dalla condotta del gas ci sarà un vincolo completo di inedificabilità, anche se i rappresentanti della Società gasdotti Italia hanno assicurato che l’impianto si svilupperà in gran parte su terreni agricoli. Sono inoltre previsti indennizzi per eventuali danni e servitù. «L’obiettivo è quello di arrivare a degli accordi bonari - hanno detto ancora i rappresentati della Sgi - come facciamo nelle altre zone dove operiamo. Di solito raggiungiamo un accordo nel 95 per cento dei casi». Dalla società assicurano inoltre che in fase di esercizio non ci saranno impatti ambientali: niente emissioni di gas o di rumori. Nella fase di cantiere l’inquinamento sarò quello dei macchinari che prepareranno il terreno, scaveranno le trincee e sistemeranno la rete di tubi prima del ripristino».

Previsti quattro terminali in prossimità dei porti industriali dove ci saranno i depositi del gas (a Oristano ne sono previsti ben tre) due saranno le stazioni di lancio e ricezione dei cosiddetti “Pig” (apparecchi che vengono rilasciati nella rete, seguono il flusso del gas e monitorano lo stato di salute dei tubi), una delle quali a Palmas Arborea, l’altra Villaspeciosa) e 35 punti di intercettazione della linea (punti di sezionamento e manutenzione della rete).

La progettazione esecutiva è in fase avanzata prevede uno sviluppo in 3 fasi. «La prima parte della rete - spiegano dall Sgi -, quella per cui è già partito l'iter autorizzativo dal 16 marzo scorso, si svilupperà partendo da Sarroch verso Oristano, e verso sud-est, da Cagliari al Sulcis; la seconda parte della dorsale (Sezione Centro-Nord) correrà da Oristano a Porto Torres, con una deviazione verso Ottana e Nuoro (quest’ultima in regime di rete regionale). Infine verrà sviluppata anche la terza parte, definita Sezione Nord Est, che arriverà a Olbia partendo da Codrongianus».

La “Dorsale sarda del Gas naturale”, una volta ultimata, svilupperà per un totale di oltre 400 chilometri, a cui vanno aggiunti anche i 200 chilometri di rete regionale che collegherà i punti di ingresso del gas (a Sarroch, Oristano, Cagliari e Portoscuso).

L'investimento complessivo del progetto sarà di circa 400 milioni

di euro: «Il costo di realizzazione - spiega ancora la società - sarà riversato in buona parte sulla tariffa nazionale di trasporto, mentre il costo di realizzazione degli adduttori dalla dorsale ai bacini di utenza sarà redistribuito sulla tariffa di trasporto regionale del resto d'Italia».

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