Bosa, abusi sessuali i testi della difesa ribaltano le accuse 

Processo contro un trentenne accusato da un’amica L’ex moglie: «Io violentata dal marito di chi lo incolpa»

BOSA. Vite appese a un processo in cui bastano le testimonianze per fare ingresso in una situazione dove i problemi sociali fanno parte della quotidianità. Emergono non solo attraverso il capo d’imputazione, ma anche tramite le parole di chi è chiamato a raccontare scorci di verità. Sul banco degli imputati, detenuto per maltrattamenti nei confronti del figlio di un’ex compagna, siede chi in questo processo è invece accusato di abusi sessuali ed estorsione. A denunciarlo fu una sua amica che raccontò di aver subito un abuso sessuale. Sarebbe stata costretta ad avere il rapporto con l’imputato perché quest’ultimo la minacciava di riferire del suo invaghimento al marito di lei. In più, in un’occasione, tentò di estorcerle 150 euro per non divulgare i contenuti dei messaggi telefonici che lei mandava all’amico e quindi per non far scattare la denuncia per molestie telefoniche.
Concluse nella scorsa udienza le deposizioni dei testi del pubblico ministero Armando Mammone, ieri hanno sfilato in aula quelli citati dall’avvocato difensore Silvio Sanna. Prima però c’è stato l’interrogatorio dell’imputato che ha affermato di non aver mai commesso l’abuso di cui è ora accusato nè di aver chiesto i 150 euro per non sporgere la denuncia che fu invece utilizzata come spauracchio per evitare il perpetrarsi delle molestie telefoniche.
Questa la versione del trentenne, ma il colpo di scena è arrivato al termine delle testimonianze delle quattro persone citate dal difensore. Dopo la clamorosa deposizione dell’ex moglie dell’imputato che ha riferito che gli abusi furono un’invenzione dell’attuale parte offesa e che questa, assieme al marito, l’aveva invece legata e poi violentata ribaltando quindi le prospettive del processo, i giudici Carla Altieri, Enrica Marson e Mauruzio Lubrano hanno ordinato un immediato confronto tra le due. L’ex moglie dell’imputato e colei che nel processo
è vittima si sono rimbalzate le accuse a vicenda, restando ferme sulle loro posizioni. E allora chi dice la verità. Il compito diventa alquanto complesso e i giudici lo stabiliranno nella prossima udienza. Il 18 luglio inizierà la discussione con la requisitoria del pubblico ministero.

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