Dopo l’incendio le accuse, la Forestale: colpa di Enel 

Sorradile, il sindaco chiederà conto della devastazione originata dal palo Il fascicolo sarà trasmesso alla magistratura. Danni ingenti, ieri nuovo focolaio

SORRADILE. L’incendio di lunedì a Funtana Maiore, tra Sorradile e Bidonì, è stato «ancora una volta originata dal malfunzionamento di un palo Enel, cosi come avvenne nell’estate del 2014, nella località Is Bangius di Marrubiu, in cui andarono distrutti migliaia di ettari di superficie agricola e boscata». Lo scrive il Corpo forestale e di vigilanza ambientale dopo il sopralluogo, annunciando che, di conseguenza, «L’incendio sarà portato all’attenzione della magistratura e vedrà, ancora una volta, la Regione Sardegna unitamente ai cittadini danneggiati, costituirsi parte civile nei confronti dell‘Enel». È la novità più rilevante dopo il disastroso rogo che lunedì ha scatenato l’inferno devastando una ventina di ettari di terreno, distruggendo un pollaio, oltre ad aver incenerito oliveti, sugherete, lecceti, mandorleti e quel che restava dei pascoli alberati dopo la siccità che ha caratterizzato inverno e primavera. Ieri l’ incubo si è ripresentato nel primo pomeriggio di ieri a Funtana Maiore. Ad avvistare le fiamme sono stati i barracelli durante il giro di perlustrazione e subito sono stati allertati i vigili del fuoco. Nel giro di due ore le squadre antincendio hanno spento il rogo e provveduto alle bonifiche. All’alba era entrato in azione un elicottero e alcune squadre a terra del Corpo forestale per completare la messa in sicurezza del territorio. Tornando al malfunzionamento del palo, «In giornate particolarmente calde – ha spiegato la direttrice del servizio Maria Piera Giannasi – I trasformatori dei pali elettrici sono soggetti al verificarsi di contatti, con relativa caduta al suolo dei componenti metallici. L’area circostante il palo cabina, ancorché precedentemente sfalciata, a causa della presenza di un substrato erboso secco non completamente asportato, ha consentito il dilagare delle fiamme». Qualche ora prima la giunta comunale aveva compiuto i suoi passi per chiedere all'assessorato all'Ambiente l’accertamento di eventuali responsabilità di terzi sulle cause del rogo. Il sindaco Pietro Arca e gli assessori hanno sottoscritto un documento a tutela degli interessi delle parti pubblica e privata che hanno subito perdite economiche e danni ambientali con la precisa richiesta di fare luce sui fatti. «In base alle risultanze delle indagini regoleremo
la nostra azione – ha annunciato Pietro Arca, che ha escluso responsabilità a carico dei cittadini e dell’ente locale –. Sia le proprietà private che le pertinenze pubbliche erano perfettamente pulite, la manutenzione della vegetazione era stata fatta da tutti con grande accuratezza».

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