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Bimbo con il tetano, la madre: «Non credevo che il vaccino servisse»

La donna difende la sua scelta di non immunizzare il figlio. Neanche i fratelli sono stati vaccinati

ORISTANO. Non lo avevano messo nel conto, che una caduta dalla bici potesse trasformarsi in un problema serissimo. «Non ha fatto nessun vaccino. Non ero convinta che fosse indispensabile. Ho valutato i pro e i contro, e so che se da una parte correvo il rischio, dall’altra ne correvo tanti altri. Ho cercato di fare la cosa migliore per lui, pensando di fare il meglio per il suo bene. Questa è stata proprio una cosa imprevista, non è che succede così. Ora farà l’antitetanica, poi valuteremo per gli altri».

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La madre del bimbo che ha contratto il tetano dopo una banale caduta dalla bici – un evento che appartiene all’esperienza comune di qualunque bambino che abbia una vita normale –, ha spiegato così le ragioni per le quali ha preferito non vaccinare il figlioletto. Ha vagliato i pro e i contro, ha ritenuto i primi prevalenti, ha fatto la sua scelta. Le conseguenze sono lì, nel lettino dove il bimbo dovrà stare almeno altri dieci giorni. Ed è andata bene. Il primario della pediatria, Giovanni Zanda non emette giudizi. Prende atto di fatti. «Quando ci siamo accorti della situazione, abbiano dovuto agire subito. Ora bisognerà iniziare un discorso con i genitori. Neanche gli altri figli sono vaccinati».

Non immaginava, Zanda, che nel «terzo millennio si possa pensare di correre rischi così grandi per una mancata vaccinazione». Perché al netto di tutti i pro e i contro, la realtà è che una banale ferita di gioco avrebbe potuto avere conseguenze mortali. Senza il vaccino, sono gli effetti collaterali di una caduta dalla bici. A pensarci, un evento così banalmente prevedibile.

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