Giganti di Monte Prama, quanto è lunga la strada della visibilità

Il caso della cartellonistica nelle strade sarde è un esempio dei piccoli ma significativi passi ancora da compiere per dare riconoscibilità internazionale al sistema turistico museale

ORISTANO. Un caloroso benvenuto alla Fondazione futura che, con la benedizione del ministro dei Beni culturali e del turismo Dario Franceschini, darà il respiro internazionale ai Giganti di Mont'e Prama. E non solo: c'è tutto un mondo di evidenze storiche, culturali e archeologiche intorno. Tharros, l'ipogeo d San Salvatore, gli scavi di Cuccuru Is Arrius. E perché non ricordare la peschiera di Mare 'e Pontis - la più antica della Sardegna, risale all'anno mille -. È il sistema Sinis, che rivendica la sua incontrovertibile dignità nel panorama turistico internazionale.

Questo impegno pubblico, formale, è doppiamente benvenuto perché ci si augura che funzioni da spinta propulsiva per uscire dalla palude nella quale sono rimasti impantanati alcuni meccanismi che già avrebbero potuto fare molto per la promozione di questo eccezionale compendio culturale e turistico. Ci sono piccoli ma significativi passi che non sono stati ancora compiuti per dare al sistema turistico-museale dignità internazionale. Ad esempio, il fatto che ancora non si sia inspiegabilmente riusciti a realizzare una cartellonisitica degna di questo nome che prenda per mano i visitatori, al loro arrivo nell'isola, e li conduca nel Sinis.

I Giganti hanno fatto la loro comparsa nei pannelli degli aeroporti, ma si dissolvono non appena ci si immette nella Statale 131, la più importante arteria stradale dell'isola. Dove sono? Manca, sia si percorra la Carlo Felice da Cagliari verso Sassari che in direzione opposta, sia che si imbocchi la Dcn, l'asse Nuoro-Olbia, un qualsiasi riferimento. Ma che dire Giganti o Tharros: nemmeno l'indicazione per Cabras. Non va meglio arrivati a Oristano. Certamente le indicazioni per il Sinis e le sue spiagge meravigliose ci sono (si deve arrivare al ponte del Rimedio). E poi? Il nulla. Il sistema museale di Cabras, ha annunciato con comprensibile orgoglio il sindaco Cristiano Carrus, ha prodotto nel 2016 167mila visitatori. Poco meno nel 2015. Ottimi risultati, certo. Si punta ad averne 200mila, magari sarebbe un bene provare ad accompagnarceli, al Museo o a Tharros o all'Ipogeo. Indicare loro la strada.

Forse qualcosa si sarebbe potuto fare anche prima che venisse il ministro Franceschini. 167mila visitatori

che pagano un biglietto medio di 5 euro ciascuno fanno 835mila euro. Una parte di questi denari si sarebbe potuta investire in segnali, cartellonistica. Ci sono tesori inestimabili e il mondo inizia ad accorgersene. Si potrebbe iniziare a prenderlo per mano, il mondo. Dicendo: ehi, siamo qua.

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