Cabras, in centinaia fanno la fila per vedere la casa dei Giganti

Apertura al pubblico dell’area archeologica di Mont’e Prama dove furono trovate le statue. Il primo biglietto è stato venduto a una turista olandese sposata con un uomo di Ruinas

CABRAS. Il primo biglietto di accesso al sito di Mont’e Prama è stato acquistato da Beppy Bleker, turista olandese di Haarlem (Olanda del nord) sposata con un sardo di Ruinas. Alle 10 di venerdì mattina, come previsto, il personale della cooperativa Penisola del Sinis era già operativo. Pochi minuti per mettere a punto gli ultimi dettagli, poi il via all’apertura.

Il primo gruppo di visitatori, composto da 25 persone, ha iniziato la visita guidata con l’entusiasmo di chi è animato dalla voglia di conoscere. Tutti, in religioso silenzio, hanno seguito la guida per ascoltare la storia del sito: dalla scoperta della prima statua, ritrovata casualmente nel mese di marzo del 1974 da Battista Meli (un contadino del luogo) mentre arava nella collina, alle prime campagne di scavo (1975-1979) che consentirono il ritrovamento di oltre 5 mila frammenti, tra cui teste, busti, pezzi di braccia e di scudo, per arrivare fino ai giorni nostri e agli ultimi, importantissimi, ritrovamenti, gran parte dei quali esposti nel locale Museo Civico.

«Ho sentito parlare del sito in televisione - ha detto la signora Bleker - e, visto che siamo qui in vacanza, ho approfittato per venire a visitarlo».

Alle 11 la fila dei visitatori era già diventata lunghissima: tutti in paziente attesa che il primo gruppo concludesse il giro, per sostituirlo. Un full-immersion dal fascino straordinario nella storia, che ha lasciato tutti soddisfatti. La visita guidata dura poco più di mezz’ora, giusto il tempo necessario per avere un’infarinatura sul sito e sulla sua importanza.

«Ne valeva davvero la pena - dice una signora arrivata con marito e figlia da Cagliari -. Qui si sta riscrivendo la nostra storia: la storia di un grande popolo». Il flusso dei visitatori è continuo, e in breve tempo l’area adibita a parcheggio si riempie di auto. Tutto funzione alla perfezione però. A regolare la viabilità e l’ingresso al sito ci sono i volontari dell’associazione dei “Garibaldini”, sempre presenti quando si tratta di dare una mano.

«Cinque euro ben spesi - dice una signora di Parma, che si trova in vacanza in una località marina della costa oristanese -. La Sardegna non è soltanto mare, ma anche cultura con C maiuscola. E poi nel Sinis ci sono tantissime cose da vedere: Tharros, l’ipogeo di San Salvatore e la chiesa paleocristiana di San Giovanni. Tutto molto interessante».

Alessandro Usai, della soprintendenza per Cagliari e Oristano, nonché direttore

degli scavi nel sito di Mont’e Prama, guarda la fila dei visitatori che cresce in continuazione e sorride. C’è davvero grande interesse intorno ai guerrieri di Mont’e Prama, e le centinaia di presenze fatte registrare nel primo giorno di apertura ai visitatori, lo dimostrano.
 

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